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Economia & Finanza
19 Novembre 2025 - 12:10
C’è un momento, nella carriera di un banchiere, in cui i numeri smettono di essere cifre fredde e diventano una storia. Quella di Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, racconta di risultati, leadership e responsabilità, riconosciuti lo scorso giugno con il titolo di “European Banker of the Year 2024” conferito dall’associazione internazionale di giornalisti economico-finanziari “The Group of 20+1”. Un riconoscimento che non fotografa solo il presente, ma fissa una traiettoria: che cos’è, oggi, una banca credibile in Europa? E quanto contano, accanto alla redditività, quei valori che la finanza spesso cita e raramente pratica?
Numeri che parlano, oltre i numeri
Quando si afferma che il valore di Borsa è più che triplicato e che il 2024 ha segnato l’utile netto più alto di sempre, non si celebrano semplicemente record. Si riconosce la capacità di costruire fiducia, anno dopo anno. La continuità dal 2013 suggerisce un metodo: correzioni di rotta quando serve, disciplina nei costi, gestione prudente del rischio e, insieme, investimento nei fronti strategici. È qui che rientrano transizione ecologica e responsabilità sociale: non un capitolo accessorio, ma una scelta di posizionamento. Perché una banca che finanzia la trasformazione energetica e sostiene la coesione sociale non solo risponde a una domanda etica, ma riduce rischi sistemici e apre spazi di crescita. È un’analogia semplice: come un buon urbanista pensa la città per reggere al tempo e ai cambiamenti, così un banchiere responsabile progetta il credito come infrastruttura di lungo periodo.
Transizione ecologica e responsabilità sociale: il doppio impegno
L’impegno a supporto della transizione ecologica è una delle chiavi del riconoscimento: perché la finanza, qui, fa da motore e da filtro. Motore, quando mobilita capitali verso progetti che tagliano emissioni e innovano processi; filtro, quando premia modelli sostenibili e scoraggia pratiche non allineate. Anche la responsabilità sociale, richiamata esplicitamente tra le motivazioni, indica un perimetro d’azione che va “ben oltre il settore bancario”, per riprendere Schirmacher. Implica attenzione ai territori, alle fasce più esposte, alla qualità del lavoro; e, più in generale, a quel patto di fiducia tra risparmiatori, imprese e istituzioni che regge le economie aperte. È un terreno in cui la reputazione si costruisce nel tempo, come una trama: si vede meno del risultato trimestrale, ma tiene insieme i pezzi quando il vento cambia.
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