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Il caso

Le staccionate fluviali in bilico: «Meglio non farci affidamento»

Dopo l’incidente del 26 dicembre la Circoscrizione 7 in dialogo con la Città; il punto era già stato oggetto di un'interpellanza della consigliera Silvia Damilano

Le staccionate fluviali in bilico: «Meglio non farci affidamento»

Stava passeggiando lungo il Po con il marito, quando Maria, 69 anni, appoggiatasi alla balaustra di legno del lungo Po Antonelli, al civico 105, se l'è vista cedere sotto i propri occhi. Non è finita nel fiume per un soffio. Sorte toccata invece al marito, cercando di soccorrerla. L'epilogo dell'episodio, accaduto lo scorso 26 dicembre, è stato un braccio rotto per Maria, ma poteva andare anche peggio. E non affatto il primo caso di cedimento delle palizzate che costeggiano il lungo Po Antonelli e il lungo Dora Siena. A ben guardare sono tantissimi i punti dove il legno ha ceduto alle intemperie, ma anche ad usi impropri.

"Io le uso per fare stretching, ma faccio attenzione, so che non reggono tanto perché il terreno è franabile", ammette Elena Bertacchini, interrotta nella sua camminata metabolica. "Sono più le volte che sono giù, perché non sono piantate bene - commenta invece il signor Dario Scalora, anche lui un habitué dell'area, che usa per portare a spasso Febe, il suo golden retriever. "Il problema è la scarsa profondità", aggiunge. "Sarebbe meglio che non ci fossero proprio invece che tenerli così. Era prevedibile che succedesse", afferma invece Maria Elena Biancardi, lavora lì vicino e anche lei usa spesso l'area per portare a spasso Fido.

Dopo l'incidente dello scorso 26 dicembre, il caso torna tra i residenti. E la palla ripassa al Comune, che ha provveduto a rinforzare e segnalare il punto. Ma il tema era stato già attenzionato negli anni scorsi. Al 2023 risale un'interpellanza della consigliera di Torino Bellissima Silvia Damilano che chiedeva conto dello stato delle palizzate in legno: «Sono crollate in moltissimi punti», denunciava. L'interpellanza citava anche il civico 105 e in effetti era stata seguita da interventi comunali, tuttavia poco duraturi

Lo stesso problema, poi, si ravvisa anche lungo la sponda della Dora, in particolare sul lungo Dora Siena, a partire ai civici 80, 90, 102, 107 e 108. Proprio davanti il Campus Einaudi, infatti, per metri e metri la balaustra non c'è più. Al suo posto solo un nastro bianco e rosso, che impedisce, pur volendo, di sporgersi. Qui, a differenza che lungo il Po, la competenza diretta sarebbe della Circoscrizione 7. "Ne stiamo parlando con l'assessore Francesco Tresso (con deleghe alle Sponde Fluviali, ndr)", ammette il presidente Luca Deri. "Abbiamo 80 chilometri di sponde fluviali complessive in città. Bisogna individuare i punti che necessitano di intervento, e soprattutto le risorse", spiega. Già nel 2025, infatti, la Sette aveva rimesso in sesto le staccionate del lungo Dora Firenze, quasi completamente divelte, tra vandali e marciume. Con strutture più forti e supportate da plinti più resistenti, soprattutto nel tratto tra la passerella Mellano e via Cagliari

Il problema, infatti, è noto già da tempo all'assessore Tresso: "Il suolo fluviale è poco adatto al legno e questo ne determina la continua manutenzione", aveva spiegato in passato.

Ora, così, per entrambe le sponde compromesse si aprono le interlocuzioni tra Città e Centro civico per soluzioni che questa volta ci si augura siano durature

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