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l'insediamento

Il nuovo questore di Torino si presenta: «Dialogo con i manifestanti nei cortei»

Massimo Gambino debutta sotto la Mole: «Torino ha gli stessi problemi delle altre città metropolitane»

Massimo Gambino, neo-questore di Torino

Massimo Gambino, neo-questore di Torino

 

Entusiasmo e spirito di servizio «in una piazza importante come Torino». E dialogo, parola che Massimo Gambino, neo-questore di Torino, ha pronunciato almeno una decina di volte nella conferenza stampa di insediamento che si è tenuta oggi, lunedì 12 gennaio, nella questura di corso Vinzaglio. Dialogo che il successore di Paolo Sirna vorrà instaurare anche con chi organizzerà le manifestazioni di piazza, nella Torino città dei cortei (ben 563 quelli che si sono tenuti in strada sotto la Mole l'anno passato, solo Roma ne ha avuti di più, con 46mila agenti di polizia impiegati). «Nella gestione dell'ordine pubblico è fondamentale cercare di colloquiare anche con chi sta dall'altra parte - ha spiegato Gambino - per trovare insieme soluzioni condivise e perché il dialogo può disinnescare determinate situazioni di pericolo. Tuttavia, sappiamo che ci sono anche situazioni in cui il dialogo non è appagante». 

Una città, Torino, «che ha gli stessi problemi di tutte le grandi città metropolitane. Cercherò di affrontarli - ha detto Gambino - con l'entusiasmo e la dedizione che mi hanno sempre contraddistinto. Il mio compito sarà di vivere quotidianamente tutto il territorio, immergendomi nelle diverse realtà». Sessantadue anni, Gambino ha sostituito Paolo Sirna, che la scorsa settimana ha lasciato il capoluogo piemontese per trasferirsi a Reggio Calabria, dopo un anno e tre mesi a Torino. Il nuovo questore proviene da Bari: «Il questore non è però solo il questore della città, ma dell'intero l'ambito metropolitano», ha sottolineato Gambino.

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