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Economia & Famiglie

Inflazione 2025, prezzi in rialzo ma il carrello della spesa corre di più. Ecco le città più care

Istat: +1,5% medio annuo; pesano energia e alimentari. Codacons: +496 euro a famiglia

Inflazione 2025, prezzi in rialzo ma il carrello della spesa corre di più

L'inflazione torna a premere sull'economia delle famiglie. Nel 2025, secondo l'Istat, i prezzi al consumo sono saliti in media del 1,5%, in accelerazione rispetto all' 1% del 2024. La spinta arriva soprattutto dall'energia regolamentata (+16,2%) e dagli alimentari non lavorati (+3,4%). Si attenua leggermente l'inflazione di fondo, al +1,9% (dal +2,0%). A dicembre il tasso tendenziale risale all'1,2%, sui livelli di ottobre. E mentre l'indice generale tra 2021 e 2025 cumula +17,1 punti percentuali, il “carrello della spesa” corre di più: +24%, un divario di circa sette punti su cui l'Antitrust ha acceso un faro.

CHE COSA DICE L'ISTAT

Nel 2025 la dinamica dei prezzi è stata disomogenea:

- Beni energetici regolamentati: forte inversione di rotta (+16,2% da -0,2%).

- Beni energetici non regolamentati: calo più contenuto (-3,8% da -11,3%).

- Alimentari non lavorati: accelerazione al +3,4% (da +2,3%).

- Inflazione di fondo: lieve rallentamento al +1,9%.

IL PESO SUI BILANCI FAMILIARI

Per il Codacons, l'inflazione media del 2025 comporta un aggravio annuo di 496 euro per la famiglia “tipo” e di 685 euro per un nucleo con due figli. Il comparto più critico resta la spesa alimentare: prodotti alimentari e bevande analcoliche crescono del 2,9% su base annua, pari a 269 euro in più solo per cibo e bevande in una famiglia con due figli. In aumento anche i servizi ricettivi e di ristorazione (+3,4%), a conferma dei rincari che hanno attraversato il turismo nel 2025.

I SETTORI CHE ACCELERANO E QUELLI CHE FRENANO

Rispetto al 2024 accelerano:

- Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da -5,6% a +1,1%).

- Prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +2,4% a +2,9%).

- Istruzione (da +2,2% a +2,6%).

- Comunicazioni in risalita ma ancora negative (da -5,6% a -4,9%).

Frenano:

- Trasporti (da +0,7% a -0,2%).

- Servizi ricettivi e di ristorazione (da +3,9% a +3,4%).

- Mobili, articoli e servizi per la casa (da +0,8% a +0,3%).

- Ricreazione, spettacoli e cultura (da +1,3% a +0,9%).

I contributi maggiori alla variazione media annua dell'indice generale vengono da alimentari e bevande analcoliche (+0,501 punti), servizi ricettivi e ristorazione (+0,404) e “altri beni e servizi” (+0,282). Negative le comunicazioni (-0,096) e i trasporti (-0,036).

CARRELLO E BOLLETTE: DOVE SI SENTE DI PIÙ

Il carrello della spesa ha accumulato aumenti superiori all'inflazione generale nel quinquennio 2021-2025: +24% contro +17,1%. Per gli energetici l'incremento cumulato tocca il 34,1%. Tra i beni alimentari, il tasso tendenziale 2025 sale al +2,8% (da +2,2%): lavorati +2,4%, non lavorati +3,4%. Una combinazione che ridisegna le priorità di spesa delle famiglie, tra cambiate abitudini di consumo e rincari intermittenti.

LE CITTÀ PIÙ CARE DEL 2025

- Bolzano: inflazione media +2,2%, spesa aggiuntiva annua +730 euro (famiglia media).

- Siena: +2,4%, +649 euro.

- Rimini: +2,2%, +606 euro.

- Belluno: +2,3%, +599 euro.

- Padova: +2,1%, +579 euro.

- Pistoia: +2,1%, +568 euro.

- Arezzo: +2,0%, +541 euro.

- Siracusa: +2,3%, +533 euro.

- Trieste: +1,8%, +506 euro.

- Gorizia: +1,8%, +479 euro.

CHE COSA GUARDARE NEI PROSSIMI MESI

Il nodo resta l'eterogeneità dei prezzi: energia regolamentata in altalena, alimentari in progressivo rialzo, servizi turistici ancora sostenuti. L'andamento del “carrello” e l'esito dell'indagine Antitrust saranno indicatori chiave per capire se il divario con l'inflazione generale tenderà a ridursi o a consolidarsi. Per le famiglie, monitorare tariffe e promozioni nei comparti più esposti può fare la differenza, mentre per i decisori pubblici la priorità è arginare gli strappi nei beni essenziali.

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