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il lutto

Addio a don Paolo Gariglio, il prete che parlava ai giovani con il linguaggio della vita

Aveva 95 anni, dalla periferia sud di Torino a Nichelino, una vocazione vissuta tra fede e passione

Addio a don Paolo Gariglio, il prete che parlava ai giovani con il linguaggio della vita

Si è spento all'alba del 20 gennaio, alla Casa del Clero di Torino, don Paolo Gariglio, storico sacerdote della diocesi torinese. Aveva 95 anni ed era ospite della struttura da alcuni anni. La sua figura resta legata in modo profondo alla periferia sud della città e a Nichelino, territori in cui ha esercitato il ministero diventando un punto di riferimento per generazioni di giovani.

Torinese di nascita, cresciuto nel quartiere Lingotto. Durante gli anni da studente, maturò progressivamente la vocazione sacerdotale, che lo portò al seminario e all’ordinazione dopo un periodo di formazione vissuto anche a Pisa.

Il suo ministero si è sviluppato attraverso incarichi pastorali che hanno segnato profondamente il tessuto sociale dei quartieri popolari. Dopo i primi anni nella parrocchia dell’Assunzione di Maria al Lingotto, don Paolo fu protagonista della nascita della Maison des Chamois, casa di accoglienza in alta Valle Stretta, destinata a diventare negli anni un luogo simbolo per esperienze educative e comunitarie. Successivamente fu parroco nella nuova parrocchia di San Luca, in un contesto segnato da edilizia popolare e forte immigrazione interna, e infine alla Santissima Trinità di Nichelino, dove rimase fino al trasferimento alla Casa del Clero.

La sua cifra pastorale è sempre stata la capacità di creare legami, parlare ai giovani senza formalismi e trasmettere la fede come esperienza viva, mai distante dalla realtà quotidiana. In anni di crescente secolarizzazione, don Paolo ha saputo intercettare anche chi si sentiva lontano dalla Chiesa, lasciando un segno duraturo nelle scelte di vita di molti.

Numerosi giovani hanno intrapreso il cammino sacerdotale o religioso dopo averlo incontrato, mentre per tanti altri il suo ricordo resta legato a parole incisive, a momenti di confronto diretto e a quel carattere energico che sapeva trasformare anche le sfuriate in occasioni di sorriso e crescita. 

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