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Il progetto
06 Febbraio 2026 - 13:17
La “fumata bianca” è arrivata ieri pomeriggio, poco dopo le 17. Il design delle stazioni della nuova linea 2 della metropolitana di Torino sarà affidato allo studio olandese U.N. Studio B.V. – Van Berkel Architect. Elegante. Con un'illuminazione che riprende l'armonia dei portici. "Che punta al cielo", così la descrive Dominique Perrault, architetto parte della giuria che ha decretato il vincitore. "Un progetto non solo funzionale ma sociale, perché trasformerà la mappa di come vediamo la città", continua.
Una goccia rispetto a un appalto complessivo da oltre 1,3 miliardi di euro, ma decisiva per l’inserimento urbano e architettonico di un’infrastruttura destinata a segnare la città per generazioni.
Il concorso – al quale hanno partecipato 26 gruppi, con cinque finalisti – ha visto confrontarsi alcuni tra i nomi più importanti dell’architettura contemporanea: da Carlo Ratti e Benedetto Camerana a Massimiliano Fuksas e Mario Cucinella, fino ai grandi studi internazionali. Alle spalle dei vincitori si sono classificati Zaha Hadid Architects (secondo posto) e i giapponesi di Kengo Kuma (terzi). "Un progetto interessante ma non tanto pertinente per l'uso del legno. Non corrispondevano a durabilità e flussi necessari", continua Perrault.
A convincere la commissione è stata la proposta capace di coniugare funzione, contesto urbano e identità visiva. «Un progetto che guarda sempre verso l’alto, verso l’esterno, verso il cielo», è stato spiegato in sede di presentazione. Stazioni concepite come luoghi immersivi, aperti alla città, con un uso attento della luce e un linguaggio elegante che richiama l’armonia dei portici torinesi, anche attraverso elementi luminosi simili a candelabri.
Tre i pilastri del progetto: piazza Carlo Alberto, il futuro sviluppo dell’area del Trincerone e la costruzione di un brand riconoscibile per la linea. «Piccoli padiglioni, non invasivi, soprattutto per preservare uno spazio delicato come piazza Carlo Alberto», ha chiarito il commissario straordinario della Metro 2 e amministratore delegato, Bernardino Chiaia. Le superfici vetrate e trasparenti permetteranno un dialogo costante con l’esterno, mentre la grafica e la segnaletica saranno unificate in un’identità visiva ispirata a colori naturali: sole, vegetazione, acqua.
Dal punto di vista economico, l’incarico di design vale 150mila euro per la prima fase, ma si estenderà per tutta la durata dei lavori, arrivando complessivamente a 2–3 milioni di euro. Una cifra contenuta se rapportata all’intervento complessivo, ma centrale anche per un altro aspetto: la manutenzione. «La cura progettuale incide direttamente sui costi futuri», ha sottolineato l'assessore all'Urbanistica Paolo Mazzoleni, richiamando l’importanza di materiali e soluzioni durevoli.
Sul fronte finanziario, le risorse attualmente disponibili consentono di realizzare la prima tratta da Rebaudengo a Porta Nuova: 7,7 chilometri, 10 stazioni, entrata in servizio prevista nel 2033, con interscambio diretto con la linea 1. Per completare l’intero tracciato mancano però 2,2 miliardi di euro: 450 milioni per il segmento Porta Nuova–Politecnico e 1,8 miliardi per l’estensione verso Mirafiori Sud. Al momento risultano sospesi anche i prolungamenti verso Torino Sud e San Mauro. Infra.To valuta inoltre l’ipotesi di dotare le stazioni di impianti geotermici.
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