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Il caso
23 Febbraio 2026 - 22:49
L'ospedale Regina Margherita di Torino
Si è spento alle 22 di lunedì 23 febbraio Riccardo, il bambino di cinque mesi che da sabato era ricoverato in rianimazione al Regina Margherita, in seguito a quello che, al momento, è stato rubricato come un incidente domestico. Il piccolo era in coma farmacologico. Sul caso è stata aperta un’inchiesta in Procura a Torino. Al momento non risultano iscritti nomi né reati.
La pm titolare del fascicolo è Alessandra Provazza. Fu proprio la madre, una donna di 40 anni italiana, a dare l’allarme sabato.
La famiglia vive a Pessione, una frazione di Chieri, in una villetta a due piani in via Monte Adamello. La donna ha raccontato ai sanitari giunti sul posto che il piccolo stava piangendo e che lo aveva preso in braccio per scendere al piano di sotto e preparargli il latte. Poi il malore. «Mi sono sentita mancare e mi sono ritrovata in fondo alle scale. C’era mio figlio sotto di me. Non so quanto tempo sia passato». Secondo la sua versione, già dal mattino accusava un forte mal di testa.
All’ora di pranzo sarebbe salita al piano superiore per riposare vicino al bambino e, quando si è svegliato, lo avrebbe preso con sé per andare in cucina. Avvicinandosi alla rampa sarebbe stata colpita da un giramento di testa, poi avrebbe perso l’equilibrio e il bambino le sarebbe sfuggito dalle braccia, cadendo dalle scale, rotolando lungo circa venti gradini. Quando l’equipaggio del 118 è arrivato, poco dopo le 10, il bambino era a terra, in fondo alle scale, in arresto cardiocircolatorio. Ad aprire la porta ai sanitari è stato l’altro figlio, di cinque anni. Secondo quanto ricostruito, il piccolo potrebbe essere rimasto schiacciato sotto il corpo della madre durante la caduta.
È stato rianimato sul posto e trasportato d’urgenza a Torino. Durante il tragitto ha avuto un secondo arresto cardiaco. È stato salvato una seconda volta all’arrivo al Regina Margherita. La madre non ha riportato ferite significative. Ha raggiunto Torino con l’auto del marito, avvisato nel frattempo. Entrambi sono stati ascoltati come persone informate sui fatti e poi affidati a un’équipe di psicologi. Il padre ha dichiarato di trovarsi in giardino al momento dell’accaduto. Secondo quanto riferito da entrambi, in casa con il bambino c’era solo la madre.
Indagano i carabinieri di Chieri. Tra gli elementi che gli investigatori dovranno chiarire c’è anche un dato clinico: nonostante la caduta lungo la rampa, il bambino non presenterebbe lividi esterni evidenti. Saranno gli accertamenti medici e i rilievi a ricostruire con precisione la dinamica.
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