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sanità
24 Febbraio 2026 - 17:22
A Torino una maratona di trapianti iniziata dal cuore del piccolo Riccardo
Una maratona iniziata con la generosa scelta della famiglia di donare il cuore del loro piccolo Riccardo e proseguita tutta a notte e per buona parte della giornata di oggi per garantire altri quattro espianti. È quella compiuta dalla centrale operativa del 118 e da un lungo elenco di medici, infermieri, autisti e piloti per garantire la possibilità di eseguire ben 5 operazioni di espianto organi in poche ore a Torino. Un lavoro concentrato in poche ore, svolto in raccordo con il Centro Regionale Trapianti di Piemonte e Valle d’Aosta per garantire tempestività ed efficacia in ogni fase delle operazioni.
Il primo, generoso dono è stato proprio quello per cui hanno optato i genitori del piccolo Riccardo, il bambino di 5 mesi morto ieri sera dopo la drammatica caduta dalle scale di casa.
La centrale operativa del 118 è stata attivata all’1.27 per una équipe di espianto arrivata da fuori regione per il prelievo del cuore del bambino, che in giornata è già stato trapiantato a un altro piccolo. Ma la lunga notte era appena iniziata. Intorno alle 2 la centrale operativa ha ricevuto la richiesta di organizzare il trasferimento di due équipe dirette all’ospedale di Ivrea per il prelievo di fegato e polmoni. Alle 3 è seguita un’ulteriore attivazione per l’arrivo da Milano di un’équipe di epatochirurghi impegnata nel prelievo di un fegato. Si tratta di operazioni in cui ogni minuto conta: tutti i mezzi disponibili sono stati impiegati per assicurare spostamenti più rapidi possibile ed è stato necessario addirittura reperire, attraverso la Croce Rossa, un pulmino per il trasporto di più operatori utilizzato alle 8.30 per accompagnare ad Aosta due équipe impegnate in un prelievo di ossa e cute, un intervento che richiede il trasferimento di numerosi medici e attrezzature dedicate. Alle 13.30, infine, è arrivata un’ulteriore richiesta dal Centro Regionale Trapianti per un nuovo prelievo di cuore, sempre ad Aosta.
«Ogni donazione rappresenta un dono che affida al sistema sanitario una responsabilità immediata - spiega Adriano Leli, direttore generale di Azienda Zero -. La Centrale Operativa del 118 garantisce la logistica di interventi complessi: rapidità, precisione e integrazione tra servizi sono condizioni indispensabili perché ogni dono possa essere valorizzato nel rispetto dei tempi clinici e in piena sicurezza».
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