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Edilizia & Solidarietà

Torino, un nuovo Cohousing a San Donato: ecco chi potrà abitarvi

In via Vagnone 32 alloggi, servizi integrati, energia rinnovabile e gestione Cooperativa Frassati

Cohousing solidale a Torino, in via Vagnone nasce una comunità che abbatte le solitudini

Una porta che si apre da remoto, un terrazzo che invita a condividere tempo e storie, un corridoio che non separa ma unisce. A San Donato, cuore popolare di Torino, il cohousing sociale di via Vagnone prova a trasformare l’idea di casa in un ponte: tra generazioni, fragilità e desideri di autonomia. È un gesto concreto, inaugurato oggi mercoledì 25 febbraio, che mette insieme numeri, tecnologie e, soprattutto, persone.

Il nuovo spazio di cohousing sociale sorge in un immobile di proprietà comunale in Circoscrizione Quattro e offre 32 alloggi: 8 trilocali e 24 bilocali, con in aggiunta una cucina comune, un terrazzo con aree verdi e sale multifunzionali aperte a tutta la cittadinanza. Un progetto da 6 milioni di euro, finanziato principalmente con fondi Pon Metro e completato da un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti. L’obiettivo è chiaro: dare risposte concrete a bisogni abitativi e nuove vulnerabilità, mettendo al centro la qualità della convivenza.

Il complesso, che sarà gestito dalla Cooperativa Frassati, introduce due elementi rari nel panorama dell’housing sociale: - controllo digitale da remoto per gli accessi all’edificio; - impianto fotovoltaico con benefici sui costi di gestione e sulle emissioni, già avviato verso l’ingresso in una Comunità Energetica Rinnovabile. Non gadget, ma strumenti che rendono la casa più sicura, efficiente e sostenibile.



“Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – vuole essere una città che unisce attrattività, qualità abitativa e inclusione sociale e, per farlo, serve un approccio capace di tenere insieme sviluppo, protezione sociale, inclusione, rigenerazione e resilienza urbana. Oggi inauguriamo una realtà che auspichiamo davvero possa diventare un modello in questo senso dando una risposta concreta alle necessità abitative di persone di generazioni, provenienze ed esperienze diverse e offrendo loro nel contempo un’opportunità di scambio, conoscenza e mutuo aiuto. Vogliamo essere una città che non lascia indietro nessuno e che non dimentica l’importanza delle reti di relazione e del senso di comunità”. 

Gli ospiti saranno selezionati dal Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari e Abitativi, con priorità alle persone anziane autosufficienti in condizioni di fragilità (target principale). Accanto a loro: - adulti con bisogni specifici; - giovani con precaria indipendenza economica; - studenti; - care leavers; - persone con disabilità con progetto individualizzato; - famiglie in temporanea difficoltà abitativa; - titolari di protezione internazionale, secondo il protocollo d’intesa sui corridoi lavorativi per rifugiati. 

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