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Automotive
07 Marzo 2026 - 10:05
Foto di repertorio
Stellantis investirà 41 milioni di euro nello stabilimento di Termoli e dal 15 settembre avvierà la produzione del cambio eDct destinato ai modelli ibridi del gruppo. L’operazione consentirà di creare nuove attività industriali nel sito molisano, ma non basterà a evitare una riduzione dell’organico: secondo le organizzazioni sindacali, gli esuberi a fine anno potrebbero essere circa 400 su un totale di 1.780 dipendenti. Le prospettive dello stabilimento sono state al centro di un incontro tra la direzione del gruppo e i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, convocato dopo lo stop al progetto di riconversione dell’impianto in gigafactory per la produzione di batterie da parte di Acc, la joint venture tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies.
Durante il confronto l’azienda ha confermato la prosecuzione della produzione dei tre motori attualmente realizzati a Termoli. Si tratta del Gse, per il quale è prevista un’evoluzione per l’adeguamento agli standard ambientali Euro 7, del V6 legato ai modelli Maserati - oggi penalizzato da volumi ridotti ma con prospettive di crescita - e del Gme, che lavora attualmente a pieno regime ma con una forte dipendenza dall’export verso gli Stati Uniti. Una delle principali novità riguarda proprio l’introduzione del cambio eDct, oggi prodotto nello stabilimento di Mirafiori a Torino. L’installazione delle linee produttive a Termoli dovrebbe concludersi entro la fine di aprile, mentre tra giugno e luglio sono previste le prime pre-serie. A regime, la nuova attività dovrebbe generare un fabbisogno occupazionale aggiuntivo di circa 288 lavoratori e impiegare un numero di addetti paragonabile a quello che in passato era coinvolto nella produzione del motore Fire.
Secondo Stellantis, l’investimento rappresenta la conferma dell’impegno industriale sul sito molisano. Il gruppo ha inoltre assicurato che verrà individuata una collocazione interna per i dipendenti Acc collegati al progetto della gigafactory, con l’obiettivo di salvaguardare competenze e professionalità. La fase di transizione verrà gestita attraverso strumenti concordati con le parti sociali, tra cui il contratto di solidarietà e uscite volontarie incentivate, in gran parte legate ai pensionamenti. Attualmente la solidarietà riguarda circa il 15% dell’orario di lavoro, ma l’obiettivo è ridurla nei prossimi mesi.
Nonostante l’arrivo del nuovo cambio e l’aggiornamento del motore Gse garantiscano una certa stabilità nel breve periodo, i sindacati sottolineano la necessità di ulteriori investimenti per assicurare il futuro dello stabilimento. Per questo chiedono a Stellantis di presentare, il 21 maggio, un nuovo piano industriale per l’Italia che preveda nuove assegnazioni produttive e una piena saturazione degli impianti, a partire proprio da Termoli.
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