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La classifica di Forbes

Tether batte Nutella: Devasini (da 22 a 89 miliardi in 10 giorni) ora è l'italiano più ricco.

Il primato assoluto è di Elon Musk con 839 miliardi. Boom di miliardari e criptovalute. L'enigma Peter Thiel

Musk al comando, miliardi in corsa: la nuova mappa del potere secondo Forbes

Le criptovalute stracciano la Nutella! Nel giro di pochi giorni è successo qualcosa di incredibile nel mondo della finanza, nel club dei super ricchi dove il fruscio dei miliardi che cambiano di mano ridisegna gerarchie e ambizioni. La classifica pubblicata da Forbes fotografa un’istantanea potente: Elon Musk si conferma l’uomo più ricco del mondo e il baricentro della ricchezza globale si sposta ancora una volta verso la tecnologia. Ma soprattutto, ora, l'italiano più ricco al mondo è Giancarlo Devasini, il fondatore di Tether, che doppia quasi Giovanni Ferrero, che fino a pochi giorni fa deteneva il primato. Che cosa è successo? Lo racconta, ma solo in parte, la classifica aggiornata di Forbes.

Il primato di Elon Musk: acceleratore di ricchezza
Partiamo dall'inizio, dalla Top 10 dei miliardari mondiali. Secondo Forbes, il patrimonio del principale azionista di Tesla, SpaceX e del social network X ammonta a 839 miliardi di dollari, contro i 342 miliardi di un anno fa. Una progressione che, nel linguaggio delle Borse, somiglia a un’accelerazione da pista: il segno della forza (e della volatilità) di un impero che unisce auto elettriche, spazio e piattaforme digitali.

Il podio Hi-Tech: da Larry Page a Marck Zuckerberg
Sul podio salgono i fondatori di Google: Larry Page al secondo posto con 257 miliardi di dollari e Sergey Brin al terzo con 237 miliardi. Subito dopo, al quarto, Jeff Bezos (Amazon) con 224 miliardi e al quinto Mark Zuckerberg (Meta e Facebook) con 222 miliardi. È la conferma di un trend: la tecnologia non è più solo un settore, è l’infrastruttura della nuova ricchezza.

La Top Ten: da Larry Ellison a Amancio Ortega
A seguire, Larry Ellison (Oracle) con 190 miliardi. Primo tra i non statunitensi, il francese Bernard Arnault e famiglia con 171 miliardi, simbolo del lusso che resiste e prospera. Poi Jensen Huang (Nvidia) con 154 miliardi, architetto della rivoluzione dei chip e dell’intelligenza artificiale, e Warren Buffett (Berkshire Hathaway) con 149 miliardi, l’eccezione che conferma la regola del valore nel lungo periodo. Chiude la top ten lo spagnolo Amancio Ortega (Zara) con 148 miliardi: il retail come resilienza. La donna più ricca al mondo (al 14° posto) è Alice Walton, della catena Walmart, con 134 miliardi.

Il fronte italiano: Giancarlo Devasini in testa
Per l’Italia, come detto, spicca il fondatore di Tether, Giancarlo Devasini: è il primo tra gli italiani, al 22° posto, con 89,3 miliardi di dollari. Seguono Giovanni Ferrero, al 41° con 48,8 miliardi, il finanziere Andrea Pignataro (Ion) al 46° con 42,6 miliardi e, al 53°, l’altro fondatore  (e ceo) di Tether Paolo Ardoino con 38 miliardi. Un dettaglio non banale: nella fotografia italiana crescono esponenzialmente in modo significativo le criptovalute, insieme all’alimentare e alla tecnologia finanziaria. Coincidenza o traiettoria?

Ma ecco il mistero: pochi giorni fa, Pignataro aveva sorpassato Ferrero nella classifica italiana. Un primato durato poco, sempre secondo Forbes. Il 26 febbraio, infatti, Ferrero era il più ricco in Italia. Con l'ex chirurgo plastico, nato a Torino, Devasini a poco più di 22 miliardi e Ardoino attorno alla decina.

Il fatto è che, al momento, anche in seguito a una operazione di capitalizzazione, al momento il valore finanziario di Tether - che per inciso è il secondo azionista della Juventus - è arrivato attorno ai 375 miliardi di dollari. Mentre gli sconvolgimenti dei mercati per il conflitto in Iran hanno dato evidentemente una scossa agli asset di investimento della società. Anche se tutto questo, probabilmente, non basta a spiegare un incremento del genere. Un'altra delle tante ombre di Tether?



Un pianeta più ricco (per pochi): ecco quanti sono i miliardari
Secondo Forbes, nel mondo ci sono ormai 3.428 miliardari, circa 400 in più rispetto a un anno fa. Complessivamente possiedono una ricchezza pari a 20.100 miliardi di dollari, contro i 16.100 miliardi registrati dodici mesi fa. È come una marea che si alza al largo: non la vedi toccare la riva, ma modifica correnti e rotte. La concentrazione resta il tema cruciale: la crescita esiste, ma è polarizzata.

Criptovalute e politica: il caso Trump
Il patrimonio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che si colloca al 645° posto della classifica mondiale, è aumentato del 27% fino a 6,5 miliardi di dollari. Forbes attribuisce il balzo soprattutto alle operazioni nel settore delle criptovalute: un segnale ulteriore di come l’ecosistema digitale sia ormai cerniera tra finanza, impresa e potere politico. È un’eccezione o l’anticipazione di un modello che vedremo replicarsi?

Il mistero Peter Thiel
Attenzione poi a un nome, che è lontanissimo dalla vetta, ossia quello di Peter Thiel, il miliardario eretico della Silicon Valley, finanziere visionario e regista della politica Usa (l'ascesa del vicepresidente JD Vance è opera sua). Il suo patrimonio personale è attorno ai 22,5 miliardi di dollari, ma l'influenza del suo impero è enorme. Fondatore di PayPal e anima della cosiddetta PayPal Mafia, ha nel Founders Fund il suo veicolo finanziario principale, ma soprattutto la società Palantir Technologiesazienda di analisi dati e AI operativa in particolare nell'ambito della sorveglianza informatica usata a livello governativo e militare. 



Le domande che restano
- La supremazia della tecnologia, da Tesla a Google, da Meta a Nvidia, è congiunturale o strutturale? - L’Italia, con Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino in evidenza, può ritagliarsi un ruolo stabile nell’economia delle criptovalute? - L’aumento dei miliardari (3.428) e della ricchezza complessiva (20.100 miliardi) rispetto ai dodici mesi fa apre spazi per nuova filantropia o allarga il solco della disuguaglianza? - In un anno che ha raddoppiato i numeri di alcuni big, quanto pesa l’effetto piattaforma rispetto all’economia reale? Sono interrogativi che non sminuiscono i fatti – nomi, cifre, posizioni – ma li illuminano. Perché dietro ogni record c’è una storia industriale, una scommessa tecnologica, talvolta una fortuna di mercato. E, soprattutto, ci siamo noi: consumatori, risparmiatori, elettori. La classifica di Forbes non è un albo d’oro: è uno specchio. Sta a noi decidere cosa farne.

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