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Business & Real Estate
12 Marzo 2026 - 13:50
Sulla collina di Torino ci sono ancora le case degli Agnelli in vendita, come Villa Frescot, ultima dimora dell'Avvocato - per la quale la figlia Margherita Agnelli non ha ancora trovato un compratore -, ma anche altre case legate alla Famiglia. Una delle quali, un autentico punto di vista privilegiato sulla città e sulle sue stagioni culturali, è adesso in vendita sul Web.
Immersa nel verde delle colline torinesi, ai piedi della storica frazione di Superga, questa dimora oggi nel portfolio di Italy Sotheby’s International Realty unisce genealogie illustri, architetture raffinate e una vita di relazioni che hanno attraversato il XX secolo. Un luogo dove lo sguardo corre tra giardini e skyline, e la storia si deposita nei dettagli.
La genesi della villa dice già molto del suo carattere. Il senatore Agnelli nel 1937 acquistò una vecchia cascina e ne affidò la trasformazione all’architetto Chevalley, con un intento preciso e affettuoso: farne un dono di nozze per la nipote. È una trama di famiglia e progetto, di investitura simbolica e visione estetica. Il risultato è una residenza che conserva il gusto dell’epoca e una misura elegante, senza enfasi superflue.

Con il tempo, la proprietà è passata all'imprenditore Marco Camerana, figura di riferimento della scena locale, fra galassia Fiat, la Sai Assicurazioni e la passione per l’antiquariato. In queste stanze hanno trovato dimora anche personalità internazionali come Lou Reed, testimonianza di un crocevia vivace tra Torino e il mondo. Non è un dettaglio mondano: indica una dimora capace di riflettere la cultura e lo stile di vita dell’élite italiana del XX secolo, restando però intimamente legata alla città.
Gli interni, luminosi e armoniosi, si sviluppano su circa 390 metri quadrati e conservano qualità materiche d’epoca: stucchi originali, parquet storici, camini. È qui che la casa mostra il suo doppio registro: - la rappresentanza, con un salone con camino, uno studio, una sala da pranzo e un giardino d’inverno affacciati sul paesaggio collinare; - l’intimità, con una suite padronale dotata di cabina armadi e bagno privato, e una seconda camera con bagno; - la vita pratica, con una cucina separata e razionale, affiancata da locali di servizio e vani di pertinenza.
La residenza fa parte di un complesso esclusivo con parco privato, piscina, campo da tennis, spazi comuni attrezzati e posti auto coperti. In collina, la posizione dominante aggiunge un valore immateriale ma concreto: la vista che abbraccia i Cappuccini e il profilo del Monviso restituisce una misura del tempo diversa, più lenta, quasi misurata in passi di giardino. Il suo prezzo? Sul sito è indicato in 1 milione e 740.000 euro.
Cosa rende questa dimora più di una bella casa? I fatti, innanzitutto. Una committenza firmata dal senatore Agnelli, il progetto dell’architetto Chevalley, il passaggio a Marco Camerana, l’eco internazionale di ospiti come Lou Reed.
È un bene che racconta la cultura borghese del Novecento italiano e la sua capacità di coniugare eleganza, funzionalità e senso della misura. In tempi in cui l’architettura rischia spesso di farsi rumorosa, qui tutto parla piano. E proprio per questo si fa ascoltare: nelle proporzioni, nei dettagli preservati, nella qualità degli spazi esterni e comunitari. Un “gioiello della collina torinese” non perché luccichi, ma perché resiste, con discrezione, allo scorrere delle mode. E che evoca una presenza importante, proprio sulla collina: Villa Frescot oggi è disabitata e in vendita, così come Villa Sole, che fu residenza del povero Edoardo Agnelli. Rimane la villa imponente di John Elkann, ironia della sorte proprio di fronte a quella del nonno.
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