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La politica
13 Marzo 2026 - 10:28
E' partita la Freccia del sì questa mattina alle 9.53 da Porta Nuova. A bordo un'intera carrozza è composta dalle delegazioni azzurre di Piemonte, Val d'Aosta e Liguria. Lo hanno annunciato questa mattina, prima della partenza i "fedelissimi" di Forza Italia: il governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio, vicesegretario nazionale FI, il ministro della PA e coordinatore regionale del Piemonte Paolo Zangrillo e il vicesegretario regionale Roberto Rosso. Assieme a loro anche Carlo Bagnasco, (coordinatore della Liguria) ed Emily Rini (coordinatrice della Valle d'Aosta).
"Siamo in partenza per questa giornata nazionale di Forza Italia. Contestualmente da Venezia e Bologna tre vagoni che viaggeranno paralleli per arrivare alla conferenza stampa di Milano", annuncia un Cirio accerchiato da "suoi" con paletta del "Sì" e pettorina. "Governatore la apprezzo tanto", gli fa un suo concittadino albese. Poi la posa per una foto con alcune supporters biellesi.
"È un referendum che nel merito fa il bene del nostro Paese: per avere una giustizia più giusta, efficiente e efficace, da cui in ultima istanza dipende anche il nostro Pil", aggiunge il governatore, rifuggendo un un significato politico dell'appuntamento elettorale "La sinistra glielo dà, è convinta che darà una spallata al Governo, ma non è così. Questo referendum ha a che fare coi destini dell'Italia", conclude solenne.
A dargli manforte con toni altisonanti anche il ministro. "La riforma chiama il popolo ad esprimersi. E se il popolo si deve esprimere noi dobbiamo essere capaci di stare nel popolo. Questo il senso della nostra iniziativa. Non vogliamo fare la guerra alla magistratura. La riforma parte dalla necessità di rispettare la Costituzione che dice \"giudice indipendente e terzo\". Non è una guerra all'opposizione. La nostra battaglia è per restituite ai cittadini giustizia giusta. Non andiamo in TV a vedere chi più urla. È una riforma che inseguiamo da 30 anni. Oggi finalmente ci sono le condizioni giuste. Silvio ne sarà orgoglioso", dice Zangrillo.
Mentre Rosso rimarca: "Non è un sì contro qualcuno. Chi lo fa, non lo fa contro il governo Meloni, ma un sì per tutelare gli italiani. Chi non vuole una magistratura sotto il controllo di Anm e delle correnti".
Tra la folta schiera di berlusconiani anche l'ex governatore Roberto Cota, la sottosegretaria regionale Claudia Porchietto, l'assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano, il segretario cittadino Marco Fontana, l'ex deputato Deodato Scanderebech.
Domani sarà invece la volta di Roma. Dove il Sud raggiungerà la Capitale.
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