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la guerra in iran
15 Marzo 2026 - 18:45
Materie prime e trasporti alle stelle, i rincari dovuti alla guerra spaventano le aziende piemontesi
Non solo le famiglie. I rincari dovuti alla guerra in Iran rischiano di pesare - e molto - anche sulle economie delle piccole e medie aziende piemontesi.
A lanciare l’allarme è Cna Piemonte che sottolinea come nelle ultime settimane si sia registrato «un generalizzato incremento dei prezzi dei materiali, le prime tensioni sugli approvvigionamenti e un forte aumento dei costi di spedizione, che in alcuni casi arrivano fino a 3mila euro in più per un container standard, oltre a rincari nelle coperture assicurative». A spaventare sono soprattutto i rincari di energia elettrica e materie prime. «Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica ha registrato un aumento del 60%. Il prezzo medio delle ultime settimane si attesta a 143 euro per MWh, ben al di sopra dei 102 euro della Germania, 63 euro della Francia e 48 euro della Spagna». In alcuni casi, gli effetti della guerra vanno a sommarsi a dinamiche di mercato che già vedevano i prezzi salire a causa di altri fattori. «Il rame ha fatto registrare un balzo vicino al 40%, consolidando un trend in atto da oltre un mese anche a causa della forte domanda proveniente dai settori automotive e data center. A seguire ferro e profilati di alluminio, con listini ritoccati fino al 20%. Nel settore delle costruzioni si registrano incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso e del 10% per il calcestruzzo, mentre nel comparto della meccanica alcune plastiche segnano aumenti fino al 30%. Anche il legno ha iniziato a risentire del clima di tensione sui mercati, con aumenti compresi tra il 10 e il 15%. Prezzi stabili per le farine, ma il settore dei prodotti da forno resta tra i più sensibili alle variazioni dell’energia, con le bollette che incidono per circa il 14% dei costi di produzione. L’impatto è ancora più forte per alcune attività ad alta intensità energetica: nel settore dei lapidei l’energia rappresenta tra il 30 e il 35% dei costi totali, mentre per le tinto-lavanderie può arrivare fino al 40%».
«Quello che stiamo registrando - sottolinea Giovanni Genovesio, presidente di Cna Piemonte - è una nuova fase di forte pressione sui costi per le micro e piccole imprese. Non si tratta solo dell’energia: assistiamo a rincari diffusi su molti materiali, dal rame all’alluminio, dal bitume alle plastiche. Per un tessuto produttivo come quello piemontese, fatto in larga parte di piccole imprese manifatturiere e artigiane, questa situazione rischia di tradursi rapidamente in margini ridotti e in difficoltà operative».
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