l'editoriale
Cerca
la cultura
17 Marzo 2026 - 10:31
Ogni angolo di Torino racconta il Risorgimento. I nomi delle vie, i palazzi, i caffè storici: la città è una vera macchina del tempo che riporta a oltre 160 anni fa, quando qui si decise il destino dell'Italia unita.
Palazzo Carignano è il cuore di tutto: qui nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, qui si riunivano i deputati del Regno Sardo e il 18 febbraio 1861 aprì i battenti il primo Parlamento italiano. Oggi ospita il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Poco distante, Palazzo Madama — affacciato su piazza Castello — fu sede del primo Senato Subalpino e, dal 1861 al 1864, del primo Senato del Regno d'Italia.
Le tracce di Camillo Benso conte di Cavour sono ovunque. Palazzo Cavour, capolavoro del barocco piemontese settecentesco, è il luogo in cui nacque e morì il primo ministro del Regno d'Italia: qui fu fondato il giornale Il Risorgimento e si discussero le sorti della nuova patria. Al Ristorante Del Cambio di piazza Carignano c'è ancora il tavolo dove Cavour pranzava abitualmente, gustando riso, asparagi, finanziera piemontese e vermouth. Il caffè Bicerìn in piazza della Consolata e la Confetteria Stratta di piazza San Carlo completano il tour cavouriano, con arredi e atmosfere d'epoca rimaste intatte.
I caffè storici erano i salotti politici dell'Ottocento. Al Caffè San Carlo si riunivano democratici, liberali e moderati; da Fiorio, in via Po, i conservatori soprannominati «codini». In largo Vittorio Emanuele II campeggia la statua del primo re d'Italia.
Non lontano da Porta Nuova, in largo Marconi, un obelisco ricorda i moti carbonari guidati dal patriota Santorre di Santarosa. In via dei Mille 31 sorge villa Levi, dove nel 1859 Giuseppe Garibaldi visse mentre organizzava i Cacciatori delle Alpi. All'Eroe dei due Mondi sono dedicati anche un monumento sul lungo Po e la prima via pedonalizzata di Torino, tra piazza Statuto — dedicata alla concessione dello Statuto Albertino del marzo 1848 — e piazza Castello.
C'è poi il luogo in cui nacque l'Inno nazionale: in via XX Settembre 68 una lapide ricorda che una sera del novembre 1847 il maestro Michele Novaro musicò i versi di Goffredo Mameli, dando vita al futuro Inno d'Italia. La prima esecuzione pubblica avvenne nello stesso anno al Teatro Gobetti, dove ancora oggi è visibile una lapide dedicata all'evento.
In via Lagrange 29, Casa Castiglione fu la dimora della contessa Virginia Oldoini, protagonista delle trame diplomatiche cavouriane. In via delle Orfane, Palazzo Barolo ospitava il salotto di Juliette Colbert, punto di incontro di intellettuali e nobili: tra i frequentatori, Silvio Pellico, Cavour, Cesare Balbo e Alfieri.
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Walter Altea
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..