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20 Marzo 2026 - 17:01
Pochi mesi ancora e la nuova facciata esterna della Gran Madre di Dio, l'unica chiesa pubblica della città, sarà finalmente svelata. Tolte le impalcature, il celebre pronao che festeggiava il ritorno del re Vittorio Emanuele I di Savoia il 20 maggio 1814 dopo le ritirate degli eserciti di Napoleone, potrà nuovamente essere ammirato da torinesi e turisti.
A otto mesi dall'inizio dei lavori da 1,14 milioni di euro, realizzati grazie alla sponsorizzazione Fiat - che ha finanziato il progetto di restauro tramite la One Srl -, il cantiere si mostra. Nove scale per risalire i diversi livelli dei ponteggi a cui i restauratori lavorano per la pulitura e stuccatura di colonne e statue. "Il restauro ha riguardato 1.072 metri quadrati di elementi lapidei, 183 metri quadrati di intonaci e 318 metri quadrati di stucchi. Poi sarà la volta delle statue della Fede e della Religione, ai lati dei gradoni che fiancheggiano l'accesso alla chiesa.", racconta il progettista Michele Brunelli, di Dontstop Architettura.
«È un intervento complesso, che richiede grande sensibilità», spiega invece l’architetto Manuela Ghirardi, direttrice lavori. Tra le operazioni principali, la pulitura delle superfici, il consolidamento degli intonaci e il recupero degli elementi decorativi. Particolarmente delicato il restauro del bassorilievo del timpano, danneggiato in passato da interventi impropri che avevano provocato distacchi significativi.
Durante i lavori è emersa anche una curiosa scoperta: una piccola incisione nella pietra che raffigura un edificio simile al Pantheon, visibile solo da vicino. Un dettaglio che testimonia la stratificazione storica del monumento.
Il progetto, firmato da Dontstop Architettura, entrerà ora nella fase finale con il restauro delle statue della Fede e della Religione e l’uniformazione cromatica delle superfici.
Per la Città senza ombra di dubbio un intervento a costo zero. «Un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato», ha sottolineato la vicesindaca Michela Favaro. Sulla stessa linea anche Emanuele Anselmi, di One Srl: «Siamo orgogliosi di intervenire su un bene di tale valore per la città. Facciamo impianti pubblicitari anche artisticamente belli e che mitigano l'impatto del cantiere sulla città. Questa forma sta avendo parecchio successo», dice. «Al contempo i clienti riescono di prestare il proprio marchio per una operazione di restituzione alla città di un'opera artistica», conferma Anselmi.
Non a caso One Srl guarda già ai prossimi interventi: nei prossimi mesi partirà il restauro del monumento a Vincenzo Gioberti in Piazza Carignano, che rappresenterà la sesta sponsorizzazione torinese della società, dopo la chiesa di Santa Cristina in piazza San Carlo e il teatro Regio.
A luglio, dunque, torinesi e turisti potranno tornare ad ammirare uno dei luoghi più iconici della città, restituito al suo antico splendore.
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