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Curiosità
05 Aprile 2026 - 21:00
Esistono luoghi che attraversiamo ogni giorno senza immaginare cosa si celi a pochi metri dai nostri piedi. Uno di questi è la vecchia Stazione di Porta Susa, un edificio che custodisce una storia millenaria che risale a ben prima dell’Unità d’Italia.
La stazione "storica", quella che ancora oggi si affaccia sulla piazza, fu costruita nel 1856. All'epoca, Torino non era ancora la capitale del Regno d'Italia e la stazione serviva un'unica, pionieristica linea che collegava la città a Novara e, successivamente, a Milano. Il suo nome non è casuale: deriva da una delle antiche porte di accesso alle mura della città che sorgeva proprio in questa zona.
È rimasta il cuore pulsante dei viaggiatori torinesi per oltre un secolo, superando indenne le Olimpiadi del 2006, per poi essere definitivamente dismessa nel 2009. Da quel momento, Porta Susa si è trasformata: si è spostata più a sud e si è inabissata fino a 21 metri sotto il livello stradale, diventando quella cattedrale di cristallo in acciaio e vetro lunga 385 metri che tutti conosciamo.
Ma la vera curiosità, quella che lascia a bocca aperta anche i torinesi più esperti, risale alla fase della sua prima costruzione. Durante i lavori di scavo nel 1854, il terreno restituì un tesoro archeologico inaspettato: furono scoperte ben 55 sepolture di epoca romana.
Si trattava di un’estesa necropoli che fornì dettagli preziosi sulla vita (e la morte) nell'antica Augusta Taurinorum. Tra i ritrovamenti emersero tombe a incinerazione realizzate in anfore segate, ricchi corredi funebri che accompagnavano i defunti e un raro sarcofago in piombo, testimonianza di una sepoltura di particolare rilievo.
Oggi, mentre la nuova stazione sotterranea proietta Torino verso l'alta velocità, l'edificio originale resta lì, a ricordarci che ogni progresso poggia su fondamenta antiche. Quell’area che oggi ospita pendolari e turisti, un tempo era il confine sacro dove gli antichi romani onoravano i propri morti.
La prossima volta che vi troverete a passare davanti a quel vecchio edificio in attesa di restauro, provate a immaginare cosa c'era prima dei binari, prima dell'asfalto e prima ancora del fumo delle locomotive a vapore. Sotto i vostri piedi non ci sono solo tunnel ferroviari ma secoli di storia che aspettano solo di essere ricordati.
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