Cerca

Curiosità

Lo sapevi che a Torino, sotto Porta Susa, c'è una città dei morti?

Il viaggio incredibile di Porta Susa: nata nel 1856 per collegare Milano, oggi nasconde un tesoro archeologico di 55 sepolture di epoca imperiale

Lo sapevi che a Torino, sotto Porta Susa, c'è una città dei morti?

Esistono luoghi che attraversiamo ogni giorno senza immaginare cosa si celi a pochi metri dai nostri piedi. Uno di questi è la vecchia Stazione di Porta Susa, un edificio che custodisce una storia millenaria che risale a ben prima dell’Unità d’Italia.

La stazione "storica", quella che ancora oggi si affaccia sulla piazza, fu costruita nel 1856. All'epoca, Torino non era ancora la capitale del Regno d'Italia e la stazione serviva un'unica, pionieristica linea che collegava la città a Novara e, successivamente, a Milano. Il suo nome non è casuale: deriva da una delle antiche porte di accesso alle mura della città che sorgeva proprio in questa zona.

È rimasta il cuore pulsante dei viaggiatori torinesi per oltre un secolo, superando indenne le Olimpiadi del 2006, per poi essere definitivamente dismessa nel 2009. Da quel momento, Porta Susa si è trasformata: si è spostata più a sud e si è inabissata fino a 21 metri sotto il livello stradale, diventando quella cattedrale di cristallo in acciaio e vetro lunga 385 metri che tutti conosciamo.

Ma la vera curiosità, quella che lascia a bocca aperta anche i torinesi più esperti, risale alla fase della sua prima costruzione. Durante i lavori di scavo nel 1854, il terreno restituì un tesoro archeologico inaspettato: furono scoperte ben 55 sepolture di epoca romana.

Si trattava di un’estesa necropoli che fornì dettagli preziosi sulla vita (e la morte) nell'antica Augusta Taurinorum. Tra i ritrovamenti emersero tombe a incinerazione realizzate in anfore segate, ricchi corredi funebri che accompagnavano i defunti e un raro sarcofago in piombo, testimonianza di una sepoltura di particolare rilievo.

Oggi, mentre la nuova stazione sotterranea proietta Torino verso l'alta velocità, l'edificio originale resta lì, a ricordarci che ogni progresso poggia su fondamenta antiche. Quell’area che oggi ospita pendolari e turisti, un tempo era il confine sacro dove gli antichi romani onoravano i propri morti.

La prossima volta che vi troverete a passare davanti a quel vecchio edificio in attesa di restauro, provate a immaginare cosa c'era prima dei binari, prima dell'asfalto e prima ancora del fumo delle locomotive a vapore. Sotto i vostri piedi non ci sono solo tunnel ferroviari ma secoli di storia che aspettano solo di essere ricordati.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.