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I segreti degli Agnelli

Riesumazione di Edoardo Agnelli, il giudice ha detto (di nuovo) no. Ecco perché

La battaglia dell'amico Marco Bava e la relazione di un consulente. I tanti misteri del figlio ribelle dell'Avvocato

Riesumazione di Edoardo Agnelli, il giudice ha detto (di nuovo) no. Ecco perché

No alla riesumazione del corpo di Edoardo Agnelli. Dopo oltre 25 anni, nessuna possibilità di riaprire un caso che è diventato una battaglia personale per Marco Bava, amico di Edoardo, e che marginalmente è finito anche all'interno della disputa giudiziaria che vede contrapposti Margherita Agnelli e il figlio John Elkann

Edoardo Agnelli, figlio primogenito dell'Avvocato Gianni Agnelli, venne trovato privo di vita il 15 novembre 2000, sotto il viadotto dell'autostrada Torino-Savona nel territorio di Fossano. Sul viadotto, la sua Fiat Croma parcheggiata a bordo carreggiata, con le portiere chiuse, i documenti e il bastone di Edoardo a bordo, ma nessun biglietto di addio. Edoardo Agnelli aveva 46 anni.

Quel giorno l'Avvocato, accompagnato dal Questore di Torino, Nicola Cavaliere, arrivò sul posto: i cronisti lo sentirono mormorare "Povero figlio mio...". Chiese a inquirenti e medico legale che tutto fosse fatto "a norma di legge", ma chiedeva di riavere il prima possibile il corpo.

Il medico legale dell'Asl di Fossano fece l'esame del corpo nella cappella del cimitero del paese. Sul posto il procuratore di Mondovì, competente per territorio, Riccardo Bausone disse: “Non ho le prove inoppugnabili per affermare che si tratti di suicidio. È una delle possibilità che stiamo vagliando. Le altre due sono: malore e omicidio”. Ma l'autopsia vera e propria non viene fatta: il medico stabilisce la compatibilità delle ferite con la precipitazione. A referto sono annotate le numerose fratture, quella del cranio e delle ossa del volto con fuoriuscita di materia cerebrale. E le misure del corpo: 1,74 metri di altezza per 80 chili di peso. Una stima, evidentemente. Dal momento che Edoardo Agnelli era alto un metro e 94 e pesava circa 120 chili

È curioso annotare che un lancio Ansa del 2010 svelava che sul corpo non era stata condotta autopsia, contrariamente a quanto riferito ai giornalisti all'epoca. In realtà, chi quel giorno era a Fossano - come noi - aveva capito benissimo che una vera e propria autopsia non venne condotta. E il giorno dopo, a Villar Perosa, si celebrò il funerale a bara chiusa.

Da quel giorno Edoardo Agnelli riposa nella cappella di Sant'Edoardo a Villar Perosa, accanto al padre, agli altri familiari, tra cui lo zio Giorgio - tragica ironia del destino: anch'egli morto per precipitazione -, fratello di Gianni e Umberto.

Marco Bava, amico di Edoardo, combatte da tempo una propria battaglia sul caso, non avendo mai creduto alla tesi del suicidio, con cui era stata conclusa l'inchiesta giudiziaria. Nei mesi scorsi, come vi avevamo detto qui, aveva chiesto la riesumazione del corpo.  

Ora, a distanza di tempo, siamo in grado di dirvi come è finita - prima di Natale - quella vicenda in seno alla Procura di Cuneo. Il giudice, su richiesta del pm Onelio Dodero, ha respinto la richiesta. I motivi? Marco Bava non è "persona offesa" - in quanto non famigliare - dunque non ha titolo per chiedere la riesumazione. La potrebbe chiedere la sorella Margherita, ma pur nella battaglia legale in cui è ricomparso il nome di Edoardo, non l'ha mai fatto. John Elkann e i fratelli, da parte loro, dicono basta "al clamore mediatico".

Tra le altre ragioni del respingimento, il fatto che i motivi addotti fanno parte di "altri esposti" del passato di Marco Bava stesso, confluiti in un fascicolo contro ignoti per omicidio e archiviato. Questa volta, Bava aveva presentato la relazione di un consulente, il professor Marco Sani. Secondo il professionista, che aveva analizzato gli elementi presenti nel fascicolo, le ferite di Edoardo Agnelli sarebbero "non compatibili con una precipitazione da 80 metri". Inoltre, ci sono dubbi per via del terriccio trovato nella mano di Edoardo, come "un atto da vivente", cosa impossibile dopo una caduta del genere. E, particolare ribadito più volte, pur nelle sue difficoltà - Gianni Agnelli diceva "Rivedo in lui la malattia di mio fratello", ossia la schizofrenia -, nelle sue fragilità mai Edoardo aveva manifestato intenti suicidiari.

Particolare inquietante - che per Marco Bava vale un "movente" - è la successione di Gianni Agnelli: nella battaglia legale fra John Elkann e Margherita Agnelli è emerso un "testamento segreto" che designava Edoardo erede e un atto di donazione delle quote della Dicembre, la cassaforte di famiglia, con la data del 14 novembre 2000: il giorno prima della morte

Incredibili coincidenze, carte segrete ricomparse, testimonianze di amici e conoscenti - anche il ministro Guido Crosetto, in una intervista al Corriere della Sera, si disse incredulo del suicidio di Edoardo -, una feroce battaglia per l'eredità, tutto questo attorno a una figura schiva, più spirituale che industriale, ribelle e fragile ma duro abbastanza da dire "No" più di una volta al padre Gianni, il vero enigma tra gli Agnelli che era Edoardo Agnelli.

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