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Il fenomeno

Il torinese Morgan Icardi tra i più giovani direttori d'orchestra del mondo: "I miei vent'anni perfetti per Bach"

Dopo “Mozart Across Boundaries” il maestro e pianista presenta dal 17 aprile il suo nuovo album “Goldberg Variations”

Morgan Icardi

Morgan Icardi, classe 2006

E poi arriva lui, Morgan Icardi, torinese cresciuto in America, classe 2006, anno che evoca la grande e ultima impresa degli Azzurri ai Mondiali di calcio, un ricordo dietro l'angolo per i più maturi. Sì, arriva lui, dall'alto dei suoi vent'anni, a cercare di comunicare attraverso la sua musica un messaggio prezioso legato al tempo che dovrebbe essere percepito con maggiore lentezza, frenandone i ritmi frenetici per arrivare ad assaporarlo meglio.

Morgan Icardi lo fa reinterpretando le Goldberg Variations di Bach nell'omonimo album in uscita il 17 aprile per Musica Viva/Egea Music. Un'impresa ardua e quasi impossibile per tantissimi musicisti ma non per Icardi, pianista e tra i più giovani direttori d'orchestra d'Italia, vincitore nel 2022 del Primo Premio al Concorso Internazionale di Direzione d'Orchestra di Szeged (Ungheria), dirigendo la Szegedi Szimfonikus Zenekar in opere di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Si tratta del secondo lavoro dopo "Mozart Across Boundaries", disco apprezzato a livello internazionale.

"Le Goldberg Variations possono essere ascoltate come una straordinaria architettura del pensiero: tutto nasce da una struttura armonica invariabile che genera una molteplicità di forme - racconta con il suo forte accento di Los Angeles, città in cui iniziò a suonare il piano a soli 5 anni e dove visse, prima di tornare nella sua Torino, fino al 2014 -. Ogni variazione è diversa, ma tutte sono profondamente legate tra loro. In Bach, la struttura non limita la libertà: la rende possibile. La complessità non è mai caos, ma ordine dinamico. In un tempo dominato dalla velocità e dalla frammentazione, questa musica richiede qualcosa di diverso: durata, attenzione, profondità. Eseguire oggi le Variazioni Goldberg è, in questo senso, un atto di concentrazione e di resistenza. Significa scegliere di abitare il tempo, invece di consumarlo".

Una riflessione quasi filosofica che sembra impossibile per una mente così giovane: "Sono gli avvenimenti contemporanei che hanno creato in me questa interpretazione sulle Goldberg - continua Morgan -, in fondo viviamo in un sistema di forme di comunicazione con alla base algoritmi che una persona come me non riesce a comprendere del tutto. Questo disco è un esercizio di bellezza nella concentrazione musicale su un brano come le Goldberg che ti permette di vivere il tempo senza consumarlo, il brano non esaurisce il discorso. Le successioni armoniche su cui si basa, inoltre, permettono di raggiungere una complessità attraverso una struttura semplice".

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