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Enologia

Bruno Giacosa: il padre del vino piemontese e la sua eterna eredità nel mondo enologico

Nonostante anche il suo Barolo sia andato in ribasso nelle aste 2023-24, come accaduto per la gran parte dei vini, la Riserva del 1967 va in controtendenza

Il Barolo di Bruno Giacosa

Il Barolo di Bruno Giacosa

Bruno Giacosa, uno dei padri nobili del vino italiano, è stato una figura di grande rilevanza nel mondo vinicolo. Nato nel 1929 a Neive, in Piemonte, Giacosa ha lasciato un’impronta indelebile nella produzione di Barolo e Barbaresco. La sua azienda agricola, Falletto, e la casa vinicola che porta il suo nome sono diventate sinonimo di qualità e longevità.

La storia di Giacosa è iniziata negli anni '60, quando ha cominciato a imbottigliare vino con il suo nome. Insieme ad Angelo Gaja, è diventato uno dei signori del Barbaresco, valorizzando i singoli vigneti e scrivendo in etichetta i nomi dei Cru più importanti di Barbaresco e Barolo. Le sue Riserve di Barolo e Barbaresco sono diventate icone enoiche delle Langhe e oltre, apprezzate da appassionati e tecnici di tutto il mondo.

Giacosa ha sempre seguito scelte rigorose e semplici: vigne ben coltivate, vinificazioni in purezza, botti grandi e Riserve. Ha anche avuto il coraggio di sacrificare i vini delle annate mediocri, che per scelta non venivano imbottigliati. La sua cantina di Neive è stata uno dei precursori della rinascita della vitivinicoltura italiana di qualità, insieme a personaggi come Aldo Conterno e Bartolo Mascarello.

Nel 2012, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo gli ha conferito la prima laurea Honoris Causa della sua storia. Giacosa ha sempre incoraggiato i giovani produttori a credere nel lavoro in campagna e in vigna, ma li ha anche esortati a viaggiare, assaggiare vini da altre parti del mondo e confrontarsi con produttori di altri Paesi. Per lui, fare sistema significava vedere le Langhe come un luogo di produzione di qualità, con vini che finalmente hanno ottenuto il successo che sperava fin da giovane.

Una bottiglia di Barbaresco, annata 2016, di Bruno Giacosa

Bruno Giacosa è sempre stato un produttore di vino delle Langhe che non ha avuto bisogno delle 181 Menzioni Geografiche Aggiuntive (Mga), introdotte nel 2010, per riconoscere quelle vigne da cui potrebbe nascere un eccezionale Barolo. Esperto conoscitore di ogni angolo del territorio adatto al nebbiolo, era perfettamente a conoscenza di quali vignaioli coltivassero i migliori grappoli e acquistava esclusivamente da loro la materia prima che, successivamente, vinificava con costanza e determinazione. Quando si rese conto che quel tipo di viticoltori stava scomparendo senza essere rimpiazzato dalla generazione successiva, si era trasferito in città e cominciò ad acquistare personalmente le vigne. Questo gli permise di controllare l'intera filiera produttiva, dall'ottenimento delle uve alla commercializzazione del vino.

Nell'anno 2023-24, la quotazione complessiva dei rinomati Barolo dell'illustre produttore piemontese Bruno Giacosa ha subito un calo, fenomeno riscontrabile in gran parte dei vini destinati ai collezionisti. Tuttavia, alcuni esemplari di Riserve Speciali mantengono un inconfondibile fascino che le rende immuni ai capricci del mercato. Nel periodo del 2023-24, si possono analizzare 21 dei Barolo prodotti da Giacosa. Confrontando le loro quotazioni con quelle del 2022, si constata un prevedibile calo generale prossimo all'11 percento. Nonostante le preoccupazioni globali che hanno portato a una generale diminuzione delle quotazioni dei vini, alcune annate rare di Barolo di Giacosa continuano a esercitare un fascino irresistibile: è per questo motivo che la Riserva Speciale del 1967 ha subìto un aumento del 50 percento nel periodo di ribasso più pronunciato.

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