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Campobasso
19 Aprile 2026 - 11:30
Proseguono senza interruzioni le indagini sulla morte di Antonella e della figlia Sara, la tragedia avvenuta lo scorso dicembre e inizialmente attribuita a una presunta intossicazione alimentare. Con il passare delle settimane, però, il quadro si è fatto sempre più inquietante: gli accertamenti hanno, infatti, portato alla luce un possibile avvelenamento da ricina, una sostanza estremamente tossica ricavata dai semi della pianta di ricino, rinvenuta nel sangue delle vittime e anche in un capello della donna.
Al centro dell’attenzione degli inquirenti resta la posizione di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime. L’uomo, che nei giorni di Natale aveva accusato a sua volta un malessere, è risultato però negativo alla ricina nei test effettuati. Un elemento che non ha comunque escluso del tutto il suo coinvolgimento nella ricostruzione dei fatti.
Un elemento potenzialmente decisivo è emerso grazie a un audio, reso noto dal quotidiano Il Corriere della Sera, e che sarebbe stato registrato all’interno dell’abitazione di Pietracatella da un cronista del TG1, senza che i presenti ne fossero a conoscenza.
Nella registrazione si sente una dottoressa dell’ospedale di Campobasso riferire agli investigatori alcune valutazioni cliniche:
“Ti dico quello che sto osservando: allora Di Vita (Gianni) ha più di 112 mila piastrine… Poi un’altra cosa: la bilirubina totale è alta. È alta per Sara, Antonella e anche Gianni Di Vita: aumenta sempre di più, è indiretta e non coniugata”.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il contenuto dell’audio potrebbe essere significativo perché la presenza di bilirubina elevata può indicare un processo di emolisi, cioè una distruzione anomala dei globuli rossi compatibile, secondo alcune ipotesi investigative, anche con un’esposizione alla ricina.
Nel frattempo, gli investigatori continuano a raccogliere elementi utili. Nelle ultime ore sono stati ascoltati diversi testimoni e persone vicine alla famiglia, mentre nei giorni scorsi era già stata interrogata a lungo una parente di Di Vita. L’obiettivo è ricostruire con precisione quanto accaduto durante le festività natalizie, quando le condizioni di madre e figlia sono improvvisamente peggiorate fino al tragico epilogo.
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