Cerca

LA RECENSIONE - The Evil Within 2

Alla sua uscita, il primo The Evil Within fu accolto come l'erede morale dei primi Resident Evil. Realizzato non a caso da Shinji Mikami, creatore della saga horror più famosa della storia, il gioco riprendeva di peso atmosfere e dinamiche di Resident più ancora di quanto non facessero i seguiti ufficiali di quegli anni. Ora The Evil Within si regala un secondo capitolo e la voglia di crearsi una propria identità, ben separata dall'ispiratore del capostipite e anche più moderna. Una storia più chiara, un gameplay rinnovato e un comparto tecnico più che adeguato sono gli ingredienti per conquistare gli amanti del genere e conquistare nuovi fans.
LA TRAMA 
Il gioco riparte da dove lo avevamo lasciato nel primo capitolo. Sebastian Castellanos vive nel rimpianto e nel dolore per la morte della figlia Lily, rivedendo ogni notte nei suoi incubi l'incendio in cui la bambina ha perso la vita, colpevolizzandosi per non essere riuscita a salvarla. All'improvviso però tutto cambia quando il protagonista scopre che sua figlia in realtà è viva. La sua morte è stata inscenata dalla Mobius per nasconderne il rapimento. Il perché è presto detto: la corporazione aveva bisogno di una mente pura per far funzionare lo Stem, la propria macchina che ambisce a connettere le menti umane per creare un mondo alternativo perfetto e dotato di una coscienza collettiva. Come prevedibile, qualcosa però è andato storto: Lily, o meglio la sua proiezione, è sparita nel nulla e il mondo perfetto generato dallo Stem si è trasformato in un incubo popolato da esseri assetati di sangue. Un mondo dal quale è impossibile fuggire: tutti coloro che erano collegati allo Stem sono intrappolati e lottano per sopravvivere. Così la Mobius su rivolge proprio a Castellanos che accetta di entrare in quell'incubo pur di andare in cerca di Lily. Avrà così la possibilità di fare quello che credeva di non aver fatto alcuni anni prima: buttarsi idealmente tra le fiamme per salvare sua figlia.

Ci riuscirà? Lo scoprirete al termine di un’avventura che vi impegnerà per almeno una quindicina di ore. Noi infatti non andremo oltre nel racconto della trama per non rovinarvi la sorpresa ma siamo sicuri che l'intreccio piacerà a tutti e soprattutto a coloro che hanno giocato il primo capitolo.
IL GAMEPLAY
Partiamo da una avvertenza: il livello di difficoltà è stato abbassato rispetto al primo capitolo ma in sostanza questo resta pur sempre un survival horror. Quindi la raccomandazione è quella di affrontarlo a un livello alto, magari anche disinserendo la mira automatica, in modo da godersi al meglio il titolo e le sue caratteristiche. E proprio perché questo è un survival, la prima cosa con cui dovrete fare i conti è la scarsità di risorse. Poche armi e pochi proiettili ma anche le possibilità di personalizzazione non sono infinite, visto che sono limitate anche le risorse per elaborare le armi e la melma verde con cui migliorare le abilità del personaggio. Questo significa che bisognerà scegliere con cura come sfruttare le risorse, in base soprattutto al proprio stile di gioco, e fare molta attenzione a come muoversi. Impossibile, tanto per fare un esempio, pensare di farsi largo sparando a tutto quello che si muove: nel giro di pochi secondi vi ritrovereste senza munizioni e sareste facile preda dei nemici. E così è decisamente più indicato muoversi con circospezione, cercando di aggirare gli avversari oppure di prenderli alle spalle e ucciderli a coltellate (attenzione però perché non tutti moriranno al primo colpo...) nel più classico degli approcci stealth. Strategie che torneranno utili soprattutto nei momenti in cui sarete all'aperto e vi aggirerete nelle strade di Union, la città generata dallo Stem. In questi frangenti vi muoverete come in un vero open world e quindi sarete alle prese non solo con la missione principale ma avrete anche la possibilità di seguire strade alternative che vi consentiranno di approfondire la storia o alla ricerca di elementi utili. La scarsità di risorse infatti ha come principale effetto quello di spingervi all'esplorazione, visto che in stanze e nascondigli vari potrete trovare molti oggetti utili.

Le armi consentono diverse strategie. Ad esempio, avrete modo di trovare e (se riuscirete a ripararlo) usare un fucile di precisione oppure una balestra che potrete equipaggiare con dardi di diverso tipo, come quelli elettrici, molto utili se più avversari si trovano con i piedi in una pozza d'acqua. Naturalmente potrete anche affrontare i nemici a mani nude ma è piuttosto sconsigliabile in quanto Castellanos non solo è piuttosto debole ma se le cose si dovessero mettere male non è neanche in grado di correre a lungo. In alternativa, ogni tanto vi capiterà di raccogliere da terra delle asce in grado di uccidere un nemico con un solo colpo ma purtroppo sarà anche l'unico che daranno, in quanto sono piuttosto fragili.

Nella città troverete anche un rifugio, un luogo sicuro in cui potrete ripristinare la salute con un caffè caldo, salvare i vostri progressi e utilizzare i tavoli da lavoro (che troverete anche all'esterno) per fabbricare munizioni e potenziamenti. Per migliorare le abilità di Castellanos invece, proprio come nel primo capitolo, dovrete trovare uno specchio rotto e seguire dove vi porterà...
IL COMPARTO TECNICO
Il motore del gioco, ironicamente chiamato Stem Engine, derivato dall'id Tech 5, garantisce una discreta qualità al gioco. Graficamente The Evil Within 2 non delude, pur non facendo gridare al miracolo. La fluidità resta sempre ottima, anche nei momenti in cui più personaggi si muovono sullo schermo. I personaggi sono ben realizzati e ottimamente animati e buone sono anche la città e le ambientazioni. Dal punto di vista artistico, il gioco non delude, con ambientazioni all'aperto e al chiuso in grado di garantire le giuste atmosfere, lasciandoci sempre in tensione.

Le musiche accompagnano bene tutti i momenti del gioco e anche il doppiaggio è di ottimo livello.

The Evil Within 2 è un gioco prodotto da Bethesda per Xbox One, Ps4 e Pc. La versione utilizzata per la recensione è quella per Xbox One.
I VOTI
Grafica 8
Audio 8,5
Longevità 8
Gameplay 9
TOTALE 8,5
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.