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Mille alberi contro lo smog: il bosco urbano del Villaretto

Un bosco urbano nella periferia estrema di Torino. Dove i residenti ogni giorno sentono i camion sfrecciare sulla tangenziale, e al di là della collinetta spunta la discarica di Basse di Stura. E allora i mille alberi piantati ieri mattina al Villarretto, in strada Comunale, quando cresceranno fungeranno da vera e propria “barriera”, sia visiva ma anche sonora, riducendo lo smog, attutendo il rumore dei mezzi e formando delle zone d’ombra. Tigli, salici, meli più altri arbusti, per un progetto di Nespresso chiamato “Le città che respirano”, arrivato per la prima volta in Piemonte e che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico intervenendo in aree bisognose da un punto di vista di tutela, ripristino ambientale e sostegno del territorio. «I boschi urbani sono un investimento fondamentale per rendere Torino più sostenibile - dichiara l’assessore Francesco Tresso -. Da tempo gli abitanti del Villaretto chiedevano la realizzazione di un bosco urbano nei terreni che circondano la borgata».

Il progetto, nello specifico, ha riguardato un’ampia area di diecimila metri quadrati tra la tangenziale Nord e strada comunale del Villaretto, nei pressi di una rotonda che porta al quartiere. Per vedere crescere le piante, che saranno alte una quindicina di metri, ci vorranno quattro o cinque anni e si calcola che in trent’anni ci sarà una riduzione di CO2 pari a due quintali. “Le città che respirano”, progetto lanciato nel 2020 da Nespresso, rientra in “Mosaico Verde”, campagna di forestazione di aree urbane ed extraurbane promossa da AzzeroCO2 e Legambiente. «L’intervento al Villaretto conferma il nostro impegno costante sul territorio e verso le comunità, con la volontà di continuare a investire in attività di tutela ambientale e sostenibilità», afferma Silvia Totaro di Nespresso.

«Piantare alberi nella città significa restituire aria pulita alle persone che ci vivono», afferma Federica Sisti di Legambiente. «Erano stati gli stessi residenti a chiedere un “corridoio urbano” in questa zona - cosi il presidente della Sei, Valerio Lomanto e la coordinatrice Giulia Zaccaro - e come circoscrizione avevamo fatto la richiesta a dicembre, ma non c’erano fondi. Siamo lieti di vedere il progetto realizzato».

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