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Accise mobili: la guida per capire il sistema che blocca l’impennata dei carburanti

Spiegazione del meccanismo che permette allo Stato di compensare i rincari del petrolio rinunciando ai guadagni extra sulle tasse

Accise mobili: la guida per capire il sistema che blocca l’impennata dei carburanti

Il governo si prepara a intervenire sul drastico rincaro dei carburanti — con prezzi che hanno superato i 2 euro al litro a causa delle tensioni belliche in Medio Oriente — attraverso il ripristino delle cosiddette "accise mobili".

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha confermato l'apertura verso questo strumento definendolo come una misura di "sterilizzazione" già prevista nel programma del centrodestra e attualmente al vaglio del Ministero dell'Economia.

L'obiettivo delle accise mobili è neutralizzare i rincari senza pesare sulle casse dello Stato, attraverso una compensazione interna tra tasse. Quando il prezzo del petrolio sale, lo Stato incassa automaticamente più IVA (che è calcolata in percentuale sul prezzo finale). Il governo rinuncia a questa "entrata extra" dell'IVA e la utilizza per ridurre proporzionalmente l'accisa (che è invece una tassa fissa per litro). Il prezzo finale alla pompa viene calmierato, evitando che la crescita del valore del greggio si scarichi interamente sulle tasche dei cittadini.

La normativa attuale, figlia di una modifica del 2023 a una legge del 2007, prevede che l'intervento scatti quando il prezzo del petrolio supera una determinata soglia rispetto al valore di riferimento indicato nel DEF (Documento di Economia e Finanza). Attualmente, i presupposti tecnici sembrano esserci: il DEF stimava il greggio Brent a 66,1 dollari al barile, mentre le quotazioni recenti hanno abbondantemente superato i 90 dollari.

L'esecutivo potrebbe esaminare il provvedimento già nel prossimo Consiglio dei Ministri per definire le coperture e aggiornare i parametri di applicazione. Oltre al taglio delle tasse, i ministri Urso e Tajani hanno acceso un faro sulle possibili speculazioni a monte della filiera energetica. Nonostante i rincari siano influenzati dal blocco dello stretto di Hormuz, il governo sospetta aumenti ingiustificati da parte delle grandi compagnie petrolifere, dato che la benzina attualmente in vendita proviene da scorte acquistate in precedenza. Per questo motivo, è stato richiesto l'intervento della Guardia di Finanza e del Garante dei prezzi.

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