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Palamari alla griglia

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Foto Depositphotos

Chi diceva che in Italia la magistratura orienta la politica del paese sottraendo questo potere al Parlamento, era tacciato di complottismo paranoico. Poi uno dei maggiori “orientatori” togati, il giudice Palamara, ex membro del Csm, è stato preso con le mani nella marmellata.

Si è subito messo in moto il meccanismo di minimizzazione, copertura e insabbiamento dello scandalo, ma il Palamaro è stato espulso dall’Anm e lasciato sulla graticola dei media. E lui, vedendosi scaricato, si è vendicato. Ha messo tutto nero su bianco in un libro-intervista scritto con Sallusti: “Il sistema”. Ha svelato meccanismi, nomi e date.

Il sunto del libro è proprio quello: da anni la magistratura “governa da fuori” l’Italia e la orienta a sinistra. D’altra parte bastava ricordare come sono stati messi sulla griglia giudiziaria i leader scomodi alla sinistra: Andreotti, Craxi, Berlusconi, Fini, Salvini ed altri pesci più piccoli.

Scrive Palamara: “Un Pm in gamba, se ha nel suo ufficio un paio di aggiunti e di sostituti svegli, un ufficiale di Pg che fa le indagini sul campo altrettanto bravo e ammanicato con i servizi segreti, e se questi signori hanno rapporti stretti con un paio di giornalisti di testate importanti - e soprattutto con il giudice che deve decidere i processi, frequentandone magari l’abitazione - ha più potere del parlamento, del premier e del governo intero. Soprattutto perché fa parte di un “Sistema” che lo ha messo lì e che per questo lo lascia fare, oltre ovviamente a difenderlo”.

Per la P2 caddero governi, crollò la borsa, ci fu una Commissione Parlamentare d’inchiesta, si fecero processi alle intenzioni, scattarono arresti. Vedremo sulla griglia qualcun altro, oltre al Palamaro?

collino@cronacaqui.it
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