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Pasolini alla Maturità: il poeta corsaro torna tra i banchi. Ecco l'importanza del protagonista della prima prova

La prima prova dell’Esame 2025 celebra Pier Paolo Pasolini con una poesia tratta da “Dal diario”

Pasolini alla Maturità: il poeta corsaro torna tra i banchi. Ecco l'importanza del protagonista della prima prova

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini è al centro della prima prova dell’Esame di Stato 2025. Il ministero dell’Istruzione ha scelto una sua poesia per l’analisi del testo, riportando così sotto i riflettori uno degli intellettuali più iconici e controversi del Novecento italiano. Il brano selezionato, intitolato Appendice 1, proviene dalla raccolta Dal diario, pubblicata nel 1954, e sintetizza le tensioni tematiche e stilistiche tipiche della sua produzione poetica.

Nato a Bologna nel 1922 e cresciuto tra difficoltà e spostamenti in Friuli, Pasolini fu autore e pensatore poliedrico: poeta, romanziere, regista, saggista, ma anche attore, pittore e traduttore. Sempre controcorrente, scelse di rimanere ai margini dell’intellighenzia e sfidò le convenzioni morali e politiche del suo tempo. La sua omosessualità e la sua visione radicale della società lo resero figura scomoda, ma imprescindibile.

Pasolini debuttò con Poesie a Casarsa, in friulano, nel 1942. Ma fu con Ragazzi di vita (1955) e La vita violenta (1959) che mise a fuoco la sua poetica di denuncia e realismo, raccontando l’umanità delle borgate romane. La sua vena lirica raggiunse il culmine ne Le ceneri di Gramsci, mentre negli anni Sessanta si affermò nel cinema, firmando opere provocatorie come Mamma Roma, Teorema, Medea, fino al “trittico della vita” e al controverso Salò o le 120 giornate di Sodoma.

A partire dal 1973, i suoi articoli sul Corriere della Sera e i volumi Scritti corsari e Lettere luterane lo consacrarono come coscienza critica della società italiana. Poco prima di morire, stava lavorando al romanzo Petrolio, che vedrà la luce postuma nel 1992.

La notte del 2 novembre 1975, Pasolini fu ucciso in circostanze mai del tutto chiarite. La sua morte, avvenuta a Ostia, continua a sollevare interrogativi e a generare ipotesi complottistiche. Eppure, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, il suo pensiero non smette di interrogare le nuove generazioni. Lo dimostra la scelta di inserirlo nell’Esame di Maturità, dove la sua voce – lucida, inquieta e libera – torna a risuonare tra i banchi, invitando a riflettere sul ruolo dell’intellettuale, sulla giustizia sociale e sulla forza della parola.

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