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Il fatto

Famiglia nel bosco, i genitori scrivono alle istituzioni: “Mai rifiutato aiuti, pronti a collaborare per il bene delle bambine”

Nathan Trevallion e Catherine Birmingham chiariscono la loro posizione e chiedono un dialogo trasparente con le istituzioni

Famiglia nel bosco, i genitori scrivono alle istituzioni: “Mai rifiutato aiuti, pronti a collaborare per il bene delle bambine”

La famiglia che vive nei boschi di Palmoli torna a intervenire pubblicamente dopo settimane di attenzione mediatica. Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, genitori delle tre bambine attualmente affidate a una casa famiglia su decisione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, hanno diffuso una lunga lettera tramite i loro nuovi avvocati, Marco Femminella e Danila Solinas.

Cambio di strategia: “Collaborazione con le istituzioni”

Nella comunicazione, i genitori spiegano di aver cambiato difesa per avviare un rapporto più aperto con tribunale e servizi sociali, superando la precedente fase percepita come di contrapposizione. La scelta, sostengono, nasce dalla necessità di comprendere meglio la situazione giuridica e instaurare un dialogo più efficace con le istituzioni.

Scrivono di voler ristabilire “verità e chiarezza” in una vicenda che ha “sconvolto la loro famiglia”, ribadendo che ogni decisione, incluso il trasferimento in Abruzzo, è stata presa nel nome del benessere delle figlie.

Difficoltà linguistiche: “Solo ora abbiamo una traduzione completa dell’ordinanza”

Un punto centrale è rappresentato dalle difficoltà con la lingua italiana, soprattutto nei suoi aspetti tecnico-giuridici. Secondo la coppia, questo ostacolo avrebbe complicato la comprensione delle richieste delle istituzioni e dei passaggi del procedimento.

Affermano infatti che soltanto da pochi giorni, grazie ai nuovi legali, hanno potuto leggere una traduzione in inglese dell’ordinanza, ottenendo finalmente una visione completa del quadro.

“Notizie false: non abbiamo mai rifiutato aiuti”

Trevallion e Birmingham negano con forza di aver respinto l’aiuto del Comune o le proposte di soluzioni abitative alternative messe a disposizione da privati.

Definiscono “false” e “dannose” le informazioni circolate sulla loro presunta indisponibilità a collaborare. Pur rivendicando la loro filosofia di vita a contatto con la natura, precisano di non aver mai chiuso la porta alle opportunità offerte dall’esterno.

Interesse comune: la tutela dei bambini

La coppia insiste che l’obiettivo principale sia la tutela delle bambine, sottolineando che alcuni documenti utili a dimostrare la qualità della loro educazione parentale non sarebbero stati valutati in tempo.

Incontro con il sindaco: confermata la disponibilità del prefabbricato

Nel frattempo, in municipio si è svolto un incontro tra i nuovi avvocati e il sindaco Giuseppe Masciulli. I legali hanno chiesto conferma della disponibilità dell’alloggio prefabbricato di contrada Fontelacasa, una struttura moderna con più ambienti, immersa in una zona naturale a pochi chilometri dal paese.

Il sindaco ha ribadito che la proposta è ancora valida, definendo la riunione “cordiale e costruttiva” e sottolineando come quella sistemazione potrebbe rappresentare una buona soluzione temporanea durante la ristrutturazione della casa nel bosco.

Un tentativo di ricucitura

La lettera sembra rappresentare un chiaro tentativo di allentare le tensioni e riprendere un percorso di dialogo. Resta ora da vedere quale sarà la risposta delle istituzioni e quali passi seguiranno nel processo che riguarda il futuro della famiglia.

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