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Il fatto

Bandiera Usa bruciata in piazza. Potere al Popolo con il dittatore

Il rogo davanti alle forze dell’ordine e ai passanti in piazza Castello

Bandiera Usa bruciata in piazza. Potere al Popolo con il dittatore

Bruciano una bandiera degli Stati Uniti davanti alla Prefettura, sotto gli occhi dei passanti e delle forze dell’ordine. Succede in piazza Castello, dove nella serata di ieri si sono radunati gli attivisti di Potere al Popolo per un presidio annunciato e rivendicato come risposta politica a quella che definiscono «l’aggressione imperialista degli Stati Uniti contro il Venezuela». Gli stessi hanno poi improvvisato un breve corteo, appendendo uno striscione davanti alla sede della Rai in via Verdi.

Il Venezuela sarebbe passato dai bombardamenti statunitensi su obiettivi strategici del potere chavista all’arresto del presidente Nicolás Maduro, trasferito fuori dal Paese insieme alla moglie e incriminato a New York con l’accusa di narcotraffico. Potere al Popolo ha accusato gli Stati Uniti di aver violato ogni norma basilare del diritto internazionale, portando il conflitto direttamente all’interno del territorio venezuelano e mettendo a rischio la vita di migliaia di cittadini innocenti. Nel mirino del movimento finiscono anche i Paesi occidentali, accusati di aver assistito in silenzio agli eventi senza assumere iniziative concrete per fermare l’escalation bellica.
Un silenzio che, secondo gli attivisti, equivale a una forma di complicità politica. Nicolás Maduro Moros è al potere dal 19 novembre 2013. Una presidenza che ha coinciso con un progressivo deterioramento di tutti i principali indicatori macroeconomici del Paese. Negli ultimi anni il Venezuela ha dovuto affrontare una crisi profonda, determinata da una combinazione di fattori: corruzione diffusa, scelte di politica economica contestate e il drastico calo del prezzo del petrolio, risorsa centrale per l’economia nazionale.

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