Cerca

Il caso

Carovane di rom che invadono Torino. La legge? C’è. Ma non viene applicata

Da Mirafiori al Parco Ruffini, tra camper e roulotte abusive. Marrone: «Il Comune di Torino ha intenzione di far rispettare la normativa regionale contro i camper abusivi o preferisce lasciare le periferie in balìa dei nomadi?»

Carovane di rom che invadono Torino. La legge? C’è. Ma non viene applicata

Sembrano essersi semplicemente moltiplicati.
Non è suggestione, ma una semplice conta. Da anni le zone del parcheggio di corso Tazzoli, quelle adiacenti al Palaghiaccio, e l’area sosta del parco Ruffini sono stalli più che sedentari dei camper di rom e nomadi. Da anni, appunto, i residenti e i commercianti continuano a lamentare. Degrado, sporcizia, pezzi di veicoli abbandonati in giro, ma non solo. La sicurezza. Assente. È una cantilena che suona nello stesso modo da troppo tempo e a un eventuale sgombero non ci crede più nessuno.


Ieri, l’Epifania. Bambini e ragazzini, per tradizione, ricevono una calza piena di dolci. Non quelli delle famiglie rom dei camper di Mirafiori nord, ripresi accucciati mentre «giocano» con una bombola del gas. In pieno giorno. A pochi metri dai complessi delle case. E poco più in là c’è un uomo in piedi: sembra urinare contro quello che potrebbe essere il suo stesso mezzo. Urla qualcosa di incomprensibile. Probabilmente è ubriaco.
In zona Ruffini la fotografia oscena della situazione non è diversa.
Su questi nomadi, che ormai sono più sedentari di chi vive in una casa fatta di mattoni e cemento, si è detto molto. L’assessore regionale alle Politiche Sociali, Maurizio Marrone, attacca frontalmente l’amministrazione comunale: «Il Comune di Torino ha intenzione di far rispettare la normativa regionale contro i camper abusivi o preferisce lasciare le periferie in balìa dei nomadi?». E dire che la legge, c’è. Dal 2020: porta il nome dell’assessore ed è stata “concordata” nelle modalità d’azione proprio con il Comune di Torino.
«La mia legge regionale anti-camper abusivi è chiarissima sulle azioni da intraprendere una volta notificata la diffida ad abbandonare il territorio comunale - continua Marrone - e oggi prevede non solo il sequestro dei mezzi, ma anche la loro confisca. Questo comporta che, se i camper presenti in corso Tazzoli risultano essere gli stessi già diffidati in precedenza, devono essere sequestrati e rimossi con i carroattrezzi, senza scuse né giustificazioni». La legge regionale parla chiaro, e il fatto che la Municipale l’abbia utilizzata con successo per lo sgombero degli accampamenti rom del Cimitero Sud, del Villaretto, di via Monteverdi, di piazza Crispi, di via Boston, ne è la prova.
In poche parole, la legge Marrone prevede diffida, sequestro e confisca dei camper e delle roulotte che stazionino in aree non adibite a camper oltre le 48 ore.


Il meccanismo è, tutto sommato, molto semplice.
Quando la Municipale arriva sul posto, emette una diffida che impone al nomade di lasciare il territorio comunale. Qualora questo non dovesse ottemperare all’atto, scatta immediatamente il sequestro del veicolo.
«È proprio perché sappiamo che esiste la possibilità di farli andare via che ci sentiamo presi in giro» sbotta una donna che abita nelle case popolari di via Poma, a pochi metri dal camping abusivo. «Sono mesi che segnaliamo ai giornali. Alcuni vostri colleghi si sono pure presi delle pietre in faccia quando si sono avvicinati per andare a parlare con loro, con i rom».
La stessa donna, pochi mesi fa, denunciava sempre alle nostre pagine: «In quei camper c’è morta una neonata, probabilmente per cause naturali. Questi individui per giorni e notti hanno lasciato tavole imbandite e intonato canzoni. La loro usanza? Per carità. Ma la rispetterò quando loro rispetteranno le nostre, nella nostra città, nel nostro Paese».

Commenta anche Luca Rolandi, presidente della Circoscrizione 2: «Nell’ultimo anno sul caso sono stati fatti diversi passi avanti. Sono state liberate diverse aree della circoscrizione per l’importante lavoro svolto dagli assessori comunali Porcedda, Rosatelli e Foglietta - attacca Rolandi - è evidente che la situazione non è risolta e che, al netto delle normative, sia il momento di mettersi a un tavolo con i responsabili delle comunità che vivono nei camper e risolvere questa situazione. Per quanto le istituzioni pongano vincoli e possibilità in essere, senza il soggetto in questione - a cui bisogna chiedere di prendere le proprie responsabilità rispetto agli utilizzi di spazi e pubblici - e senza questo confronto non è possibile trovare una soluzione positiva».

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.