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Economia & Finanza

Ferrero oltre la Nutella: per la "cassaforte" Cth Invest ricavi a 3,25 miliardi (+9,9%)

Biscotti premium e caramelle spingono la holding basata in Belgio con margine lordo 1,1 miliardi, operativo a 102 milioni

Cth Invest accelera nel 2025: ricavi a 3,25 miliardi (+9,9%) spinti da biscotti premium e caramelle

Non è più l'uomo più ricco d'Italia, classifica Forbes alla mano, ma Giovanni Ferrero può certo consolarsi con i dati di bilancio che restano quasi inarrivabili, specialmente nel settore dolciario, nel caso specifico con la sua "altra Ferrero", ossia la holding belga CTH Invest. La società affiliata al Gruppo Ferrero ha alzato il velo su un esercizio al 31 agosto 2025 che parla chiaro: ricavi a 3,25 miliardi di euro, in aumento del 9,9% su base annua, e un margine lordo che tocca 1,1 miliardi di euro. Il risultato operativo sale a 102 milioni, segnale di una redditività in sensibile miglioramento.



I numeri chiave
- Fatturato: 3,25 miliardi di euro (+9,9% rispetto all’anno precedente). - Margine lordo: 1,1 miliardi di euro. - Risultato operativo: 102 milioni di euro. - Perimetro industriale al 31 agosto 2025: 28 stabilimenti su quattro continenti, circa 14.000 dipendenti

Dove cresce CTH: categorie e marchi
CTH Invest presidia le caramelle e i biscotti, praticamente tutto ciò che. non è Nutella o il cioccolato core business del Gruppo, con una geografia di marchi che racconta la sua strategia: negli Stati Uniti Ferrara e Nonni’s, nel Regno Unito Fox’s e Burton’s Biscuits, in Europa Fine Biscuits Company, in Francia Michel et Augustin. L’azienda segnala un rafforzamento nelle categorie sugar e premium biscuits, mentre l’ampliamento dell’offerta nei mercati chiave consolida le quote e apre nuove linee di sviluppo.



Le leve della performance
La crescita dell’esercizio è attribuita a una “solida performance organica” alimentata dall’innovazione di portafoglio e da acquisizioni strategiche: due motori complementari, capaci di trasformare la scala industriale in vantaggio competitivo. In altri termini, la capacità di rinnovare gusti e formati — senza perdere l’identità dei marchi — si è sommata a integrazioni mirate che hanno allargato presenza e assortimento. Il miglioramento del risultato operativo, a fronte di un margine lordo robusto, riflette una base operativa in salute e un’attenta gestione del portafoglio.



La governance e la rotta
La strategia del gruppo è ricondotta alla visione imprenditoriale impressa dall’azionista ultimo, Giovanni Ferrero: una regia che punta su marchi iconici, qualità di prodotto e disciplina finanziaria. Guido Giannotta, braccio destro di Ferrero, amministratore di CTH Invest (ma anche del suo misterioso family office a Montecarlo), sintetizza lo spirito dell’esercizio: crescita solida, leadership rafforzata nelle categorie chiave, presenza e offerta ampliate là dove contano di più. È la bussola che ha guidato l’anno e che, con l’integrazione post-bilancio di CPK Group in Francia, promette nuove sinergie da mettere a valore.



Uno sguardo avanti
Se l’ultimo esercizio ha mostrato accelerazione nei conti, la sfida ora è mantenere il passo: consolidare i margini in un contesto di costi variabili ancora volatili, continuare a innovare senza diluire l’identità dei brand, e completare le integrazioni con efficienza. Ma quando la dolcezza incontra l’ingegneria industriale, il risultato — è il caso di dirlo — può diventare un vantaggio competitivo da assaporare nel tempo. E magari anche riprendersi la testa della classifica di Forbes.

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