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LA CRISI

Il mercato "dimenticato" di Torino: il grido d'aiuto

L'appello dei lavoratori di Borgo Vittoria alla Città

Il mercato "dimenticato" di Torino: il grido d'aiuto

«Egregio assessore Chiavarino ed egregio signor sindaco». Inizia così l’appello disperato dal mercato “dimenticato” di Torino.
Il commercio di Borgo Vittoria, sta vivendo un momento di difficoltà, a denunciarlo sono gli stessi operatori che ieri hanno organizzato un sit-in per essere ascoltati. Accanto a loro, per lanciare un messaggio alla Città, il presidente della Circoscrizione 5 di Torino, Alfredo Correnti, e il coordinatore alle Attività Produttive e Lavoro, Alfredo Ballatore.


«Stiamo parlando di un mercato centenario - spiega Correnti - che serve tantissimi cittadini, soprattutto anziani. Ma oggi gli operatori sono allo stremo». A rendere difficile la vita dei lavoratori in piazza della Vittoria, non è solo «il clima storico di crisi per tutto il commercio», ma anche il continuo «fiorire di iper mercati», l’assenza di un progetto di «riqualificazione dell’area mercatale e il cantiere di piazza Baldissera che da oltre un anno rende difficile raggiungere il mercato».
Il presidente di circoscrizione definisce gli operatori «dei veri supereroi. Ma tutte queste difficoltà e la diminuzione della clientela non permettono di affrontare tutte le spese fisse». Tanto che, come mostra uno degli stessi commercianti, nella piazza c’è chi «nonostante la licenza attiva preferisce non venire più al mercato di Borgo Vittoria da anni, lasciando la propria postazione vuota».


«Serve un intervento tempestivo - aggiunge Alfredo Ballatore - che sia anche una piccola scontistica sull’occupazione del suolo pubblico. Un aiuto che sia anche un segnale di attenzione per le molte lamentele che da anni non vengono ascoltate. Nelle circoscrizioni limitrofe sono stati stanziati dei fondi. Chiediamo che vengano allargate anche qui, o almeno al mercato di Borgo Vittoria e corso Cincinnato». Il coordinatore sottolinea: «Vanno date risposte. In quattro anni non è cambiato nulla».
«Noi possiamo solo ascoltare e supportare gli operatori, deve intervenire l’amministrazione centrale. Egregio assessore Chiavarino ed egregio signor sindaco, chiediamo a voi una mano».

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