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Il lutto ad Alba

Addio alla Signora della Nutella: Maria Franca Fissolo, vedova Ferrero, si è spenta a 87 anni:

Il decesso due giorni prima dell’anniversario di Michele Ferrero. Era presidente onoraria della holding

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Addio alla Signora della Nutella Alle 5.30 di giovedì 12 febbraio 2026 si è spenta, nella sua casa di Altavilla sulla collina di Alba, Maria Franca Fissolo: aveva 87 anni. Presidente onoraria della holding Ferrero International, ha scelto di trascorrere qui gli ultimi giorni, circondata da quel paesaggio che per decenni ha fatto da orizzonte all’impresa e alla sua famiglia. La notizia ha cominciato a diffondersi in città fin dalle prime ore del mattino, tra speranze di una smentita che non è arrivata.


Il decesso è avvenuto nella residenza di località Altavilla, sulla collina di Alba, dove Maria Franca Fissolo aveva deciso di vivere le ultime ore. Un congedo sobrio, domestico, in linea con uno stile personale discreto, pari a quello di tutta la famiglia. I dettagli dell’orario – le 5.30 – restituiscono l’immagine di una notte che si chiude nel silenzio e lascia alla città il compito di raccogliere il testimone della memoria.

Il destino ha voluto che la scomparsa arrivasse a ridosso di una ricorrenza dolorosa: il 14 febbraio 2015 era mancato il marito, Michele Ferrero. Oggi, a due giorni dall’anniversario, la cronologia familiare e quella pubblica tornano a toccarsi, come due fili che si incontrano nello stesso punto del calendario. È solo una coincidenza? Forse. Ma dice molto su come certe date, per una comunità e per un’impresa, assumano il valore di segni condivisi.

Nel lessico dell’azienda, il titolo di presidente onoraria racconta il ruolo di riferimento riconosciuto a Maria Franca Fissolo. Non servono proclami per misurare l’impronta di una figura: bastano il rispetto di una città – Alba – e la vibrazione immediata della notizia nelle prime ore del mattino. È l’eco di una storia che ha attraversato generazioni e che oggi chiede di essere custodita con la stessa sobrietà con cui è stata vissuta.

Era anche presidente della Fondazione Ferrero, in prima fila nell'aiuto - quasi mecenatismo - dei giovani talenti. La sua era una di quelle che vengono definite responsabilità silenziose: quelle di una memoria da tenere viva e di un’eredità da interpretare con misura. È in questo equilibrio, tra ricordo e presente, che si riconosce la statura di chi ha saputo attraversare il proprio tempo senza smarrire il senso delle cose essenziali.

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