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Il caso
08 Gennaio 2026 - 15:49
Il calendario dell’aula si sposta ancora. Il processo sull’inchiesta per una presunta associazione per delinquere a sfondo fiscale - con al centro indebite compensazioni per crediti ritenuti inesistenti - viene rinviato al 17 marzo. Tra gli imputati figura l’imprenditore Mario Burlò, detenuto da 14 mesi in Venezuela, una detenzione che la difesa continua a definire «arbitraria». Nella maxi aula tre il collegio presieduto da Elisabetta Chinaglia prende atto dell’assenza. Non ci sono aggiornamenti concreti sulla posizione di Burlò. Lo spiega il suo avvocato, Maurizio Basile: «Sappiamo poco più di quanto riportato dai giornali». Poi legge l’ultimo messaggio del console italiano a Caracas: «Situazione dinamica, non ho aggiornamenti di vostro diretto interesse». Di fronte all’impossibilità di procedere, la decisione è obbligata: nuovo rinvio. Ma non sarà a vuoto. Alla prossima udienza i giudici disporranno lo stralcio della posizione dell’imprenditore per consentire l’avvio del processo. Il pubblico ministero Mario Bendoni ha già citato i primi testimoni: due marescialli della guardia di finanza. In aula, oggi, è presente un solo imputato, Enrico Zumbo, assistito dall’avvocato Domenico Peila. Nel frattempo il collegio dispone la notifica del rinvio anche alla cancelleria per la cooperazione internazionale, per rinnovare la richiesta di rogatoria. L’obiettivo resta un collegamento video. Da Caracas.
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