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Emergenza freddo nelle scuole italiane: aule gelide e riscaldamenti rotti

Termosifoni guasti, finestre rotte e muffa costringono studenti e insegnanti a fare lezione sotto i 18 gradi previsti dalla legge, dal Nord al Sud del Paese

Emergenza freddo nelle scuole italiane: aule gelide e riscaldamenti rotti

Tra termosifoni guasti, infiltrazioni d’acqua, finestre rotte e muffa sulle pareti, molte scuole italiane stanno affrontando una vera emergenza durante le lezioni invernali. Dopo il ritorno in aula post-vacanze di Natale, studenti e insegnanti si trovano a dover affrontare aule gelide, lontane dai 18 gradi minimi previsti dalla legge.

Secondo un’indagine di Skuola.net, realizzata su 1.200 studenti di scuole medie e superiori, circa l’80% ha sofferto il freddo durante le lezioni. Il 60% ha dichiarato che le temperature in classe erano inferiori alla media abituale, a causa di impianti di riscaldamento mal funzionanti o addirittura spenti anticipatamente per contenere i costi.

Ma non si tratta solo di termosifoni rotti. Infiltrazioni, muffa e strutture degradate peggiorano ulteriormente le condizioni: in alcuni casi, interi settori delle scuole diventano inagibili durante le piogge o quando nevica.

Nord e Sud, stessi problemi
La situazione non risparmia nessuna regione. La Rete degli Studenti Medi ha lanciato la campagna nazionale “Fa un C** di Freddo”**, per denunciare le condizioni più critiche e sollecitare interventi delle istituzioni.

Nelle Marche, per esempio, il Campus Scolastico di Pesaro, che comprende quattro istituti, presenta finestre rotte e impianti non funzionanti: “Le temperature non superano i 18 gradi previsti dalla legge”, racconta Giada, della Rete Studenti Medi. All’ITIS Fermi di Ascoli Piceno, gli studenti hanno registrato punte di 10 gradi e si sono rifiutati di entrare in classe.

Anche in Sicilia le criticità sono gravi. Al liceo Luigi Pirandello di Bivona (Agrigento), nei plessi più nuovi, gli studenti segnalano ventole di riscaldamento che emettono aria fredda e zone allagate quando piove. Nel plesso più vecchio, alcuni termosifoni sono esplosi, provocando fuoriuscite d’acqua e danni agli ambienti. Qui le temperature oscillano tra 12 e 13 gradi.

A Viterbo, al liceo Mariano Buratti, uno studente ha misurato la temperatura in classe con un termometro: 14 gradi. La reazione della scuola? Il dirigente ha requisito lo strumento per impedirne l’uso.

Un problema diffuso e urgente
Tra Nord e Sud, i casi sono numerosi e le segnalazioni continue. Video e testimonianze documentano termosifoni malfunzionanti, infiltrazioni, umidità e intonaco che si stacca. L’emergenza freddo nelle scuole italiane non riguarda solo il comfort degli studenti: interferisce con la possibilità stessa di seguire le lezioni in condizioni dignitose e sicure.

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