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Il caso

Licenziamenti Acqui Terme, scatta l’asse istituzioni-sindacati

Il presidente Cirio è atteso in Comune per un incontro dedicato alla vertenza

Licenziamenti Acqui Terme, scatta l’asse istituzioni-sindacati

Il tavolo di confronto al grattacielo della Regione Piemonte

Il caso Acqui Terme si porta avanti con una solida collaborazione ai piani alti del Grattacielo. Regione Piemonte, Comune e organizzazioni sindacali hanno deciso di muoversi insieme dopo l’avvio delle procedure di licenziamento da parte di Pater, chiedendo in modo netto il ritiro dei provvedimenti e l’apertura di un confronto che metta al centro la tutela occupazionale e il futuro del territorio. La posizione condivisa è emersa al termine del tavolo convocato dal vicepresidente e assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino, al quale hanno partecipato il sindaco di Acqui Terme Danilo Rapetti, il consigliere regionale Marco Protopapa e le rappresentanze sindacali di Filcams Cgil e Uiltucs Alessandria.

Regione e Comune hanno espresso piena condivisione delle richieste dei sindacati, ribadendo la volontà di lavorare a una soluzione che garantisca la continuità del servizio, la salvaguardia dei posti di lavoro e la prospettiva di sviluppo per Acqui Terme. Un territorio che, sottolineano, non può essere penalizzato né trattato come una variabile secondaria. Per insistere sull'attenzione del caso, arriverà venerdì la visita del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, atteso in Comune alle 14.30 per un incontro dedicato alla vertenza. La presenza del governatore viene letta come un gesto concreto di vicinanza ai lavoratori coinvolti, alle loro famiglie e alla comunità acquese, in una fase particolarmente delicata.

«Il lavoro non può essere usato come leva di pressione», è il messaggio che emerge dal confronto. Per istituzioni e sindacati, la responsabilità di un’impresa passa anche dalla capacità di contribuire alla stabilità economica e sociale dei territori in cui opera, soprattutto in contesti già segnati da fragilità.

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