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La protesta

Konecta, sciopero sotto la Regione: adesione al 90% contro 150 posti a rischio

Il presidio contro il piano industriale che prevede accorpamenti e trasferimenti forzati

Konecta, sciopero sotto la Regione: adesione al 90% contro 150 posti a rischio

Slogan, bandiere e striscioni ieri mattina in piazza davanti al grattacielo della Regione Piemonte a Torino, dove si è svolto lo sciopero con presidio dei lavoratori piemontesi di Konecta, azienda leader nei servizi di customer care e call center. La mobilitazione è stata indetta dalle sigle Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil contro il piano industriale presentato dall’azienda il 5 dicembre scorso, che prevede l’accorpamento delle sedi di Asti (400 addetti), Ivrea (700 lavoratori) e Torino, la chiusura dei siti astigiano ed eporediese e l’annuncio di 150 esuberi. Secondo i dati forniti dai sindacati, l’adesione allo sciopero ha raggiunto circa il 90%, un dato che racconta la forte preoccupazione dei lavoratori, in particolare di quelli con contratti part-time. La vertenza, avviata ufficialmente il 22 dicembre a Ivrea, non aveva prodotto risultati concreti, rendendo necessario ricorrere alla mobilitazione. Nel corso della mattinata una delegazione sindacale e istituzionale ha partecipato a un tavolo in Regione.

Al centro del confronto, la richiesta di fermare l’accorpamento delle sedi e di aprire un percorso alternativo che tuteli l’occupazione. «È emersa una chiara sensibilità sul fatto che la territorialità delle sedi di Asti e Ivrea non debba essere toccata - ha dichiarato Anna De Bella, segretaria generale di Fistel Cisl Piemonte -. Chiediamo che entrambe vengano mantenute. Il settore sta cambiando rapidamente, anche a causa dell’intelligenza artificiale. Per questo abbiamo chiesto investimenti sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle cartelle sanitarie, affinché si creino nuove opportunità di lavoro anche per Konecta».

Soddisfazione anche da Maria Luisa Lanzaro, segretaria generale di Uilcom Piemonte Valle d’Aosta: «L’incontro è andato bene, ci hanno ascoltato in tanti: assessori, sindaci e consiglieri regionali. Abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo permanente regionale, di scongiurare nell’immediato la chiusura dei siti di Asti e Ivrea e di aprire un tavolo nazionale sulla crisi del settore». Lanzaro ha ribadito con forza che il trasferimento dei lavoratori su Torino rappresenta un esubero mascherato: «Parliamo di una grande parte di lavoratori part-time. Costi e tempi di viaggio renderebbero impossibile continuare a lavorare. Sarebbero licenziamenti mascherati».

Più prudente, ma comunque positiva, la valutazione di Alberto Revel, segretario generale di Slc Cgil: «Siamo moderatamente soddisfatti. La Regione si è presa impegni importanti, a partire dal ruolo di interlocuzione con l’azienda. Konecta deve ritirare il piano industriale, togliendo dal tavolo sia i 150 esuberi sia l’ipotesi di accorpamento delle sedi di Asti e Ivrea». A sostegno dei lavoratori è intervenuta anche Sarah Disabato, capogruppo del Movimento 5 Stelle Regione Piemonte: «La Regione deve fare tutto il possibile per scongiurare questi licenziamenti mascherati. Sono tagli sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici, che non possiamo accettare».

Nessun passo indietro sulla difesa del lavoro, dei territori e della continuità produttiva. Così risponde la Giunta regionale al termine del tavolo di confronto. Coordinato dall’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano, l’incontro ha visto la partecipazione in videocollegamento da Bruxelles del presidente della Regione Alberto Cirio, insieme agli assessori Marco Gabusi e Maurizio Marrone. «Nei prossimi giorni convocheremo l’azienda per aprire un confronto diretto, anche con la casa madre spagnola - ha spiegato Cirio - affinché si costruisca un dialogo vero su alternative concrete alla chiusura dei siti». «Su queste vertenze non ci saranno scorciatoie né rassegnazione - ha aggiunto Elena Chiorino -. Metteremo a disposizione tutti gli strumenti regionali dedicati alla formazione in questa fase delicata di transizione». Anche Tronzano ha insistito sull’importanza di questi siti: «Asti e Ivrea non sono periferie, ma nodi fondamentali del sistema produttivo piemontese».

L’assessore ha inoltre annunciato la volontà di istituire un tavolo regionale sul settore delle telecomunicazioni, come richiesto dai sindacati. Infine, l’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone ha annunciato la disponibilità di 3,7 milioni di euro di risorse welfare, provenienti dal MEF, per sostenere la digitalizzazione dei servizi delle Atc e dei servizi socio-assistenziali comunali. «L’auspicio è che queste risorse possano dare ossigeno a un settore che rischia un’emergenza occupazionale, come dimostra la crisi Konecta».

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