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IL CASO

Uccise la madre e incassava la pensione: ergastolo a Novara per Stefano Emilio Garini

La Corte d’Assise di Novara ha inflitto il massimo della pena al 62enne milanese accusato di aver ucciso la madre, occultato i resti per incassare la pensione

Uccise la madre e incassava la pensione: ergastolo a Novara per Stefano Emilio Garini

Si è chiuso con una condanna all'ergastolo il processo di primo grado nei confronti di Stefano Emilio Garini, il 62enne accusato dell'omicidio della madre, Liliana Agnani. La sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Novara ha accolto l'impianto accusatorio relativo a una vicenda iniziata nell'ottobre del 2022, quando alcune ossa umane furono rinvenute sulle sponde del fiume Ticino, in località San Martino di Trecate.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo, un agente immobiliare residente a Milano, avrebbe pianificato il delitto della madre 89enne per motivi economici. Oltre all'omicidio premeditato e alla distruzione del cadavere, i giudici hanno confermato le accuse di truffa, autoriciclaggio e falso in atto pubblico: Garini avrebbe infatti continuato a percepire regolarmente la pensione dell'anziana donna anche dopo la sua scomparsa, nascondendo per mesi la morte della madre.

L'uomo, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Ivrea, è stato riconosciuto colpevole di aver spezzato il vincolo familiare per scopi materiali. La difesa ha ora la facoltà di ricorrere in appello, ma per il momento la sentenza mette un primo punto fermo su un caso che ha scosso profondamente la comunità novarese, colpita dalla crudezza delle modalità del delitto e dal lungo occultamento dei resti.

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