l'editoriale
Cerca
Il fatto
20 Gennaio 2026 - 23:30
Negli ultimi tempi si è diffusa l’idea che ketchup, maionese e altri condimenti monodose stiano per scomparire dai ristoranti italiani da un momento all’altro. In realtà non è così: nessuna eliminazione immediata e nessun divieto generalizzato. Il cambiamento arriverà, ma con tempi precisi e regole ben definite.
La questione nasce dal nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, uno dei pilastri della strategia ambientale dell’Unione europea. Non si tratta di una misura contro specifici alimenti o abitudini a tavola, ma di un intervento strutturale che punta a modificare il modo in cui gli imballaggi vengono prodotti, utilizzati e smaltiti.
Le bustine monodose rappresentano un esempio emblematico di rifiuto plastico difficile da gestire: sono piccole, leggere, utilizzate per pochi secondi e quasi sempre destinate all’indifferenziata. Proprio per questo finiscono spesso disperse nell’ambiente e raramente vengono riciclate.
Il regolamento europeo mira a ridurre del 15% i rifiuti di imballaggio pro capite entro il 2040, rispetto ai livelli del 2018. Per raggiungere questo obiettivo, Bruxelles interviene su tre direttrici principali:
eliminazione degli imballaggi superflui o evitabili;
maggiore utilizzo di materiali riciclati;
progressiva riduzione degli imballaggi monouso più problematici, soprattutto quelli di piccole dimensioni.
Le bustine di salse e condimenti rientrano pienamente in quest’ultima categoria.
Il vero spartiacque non è il 2026, ma il 1° gennaio 2030. Da quella data, nei locali del settore HORECA (hotel, ristoranti, bar e caffè) non sarà più consentito l’uso di imballaggi in plastica monouso per il consumo sul posto di:
salse e condimenti (ketchup, maionese, senape, olio, aceto);
zucchero, dolcificanti e prodotti simili;
conserve e creme monodose servite al tavolo.
Le bustine verranno sostituite da dispenser ricaricabili, contenitori condivisi o soluzioni riutilizzabili e lavabili. L’obiettivo è chiaro: ridurre i rifiuti legati al consumo in loco, dove il monouso non è considerato necessario.
Il regolamento non introduce un divieto assoluto. Sono infatti previste eccezioni specifiche. Le bustine monodose continueranno a essere ammesse:
per asporto e delivery;
nelle strutture sanitarie (ospedali, case di cura), dove igiene, sicurezza alimentare e dosaggio individuale sono requisiti essenziali.
Anche il 2026 segna un cambiamento rilevante. Da metà anno entrerà in vigore il divieto di imballaggi a contatto con alimenti contenenti PFAS, sostanze chimiche utilizzate per rendere carta e plastica resistenti a grassi e liquidi.
I PFAS, noti come “inquinanti eterni”, persistono nell’ambiente e si accumulano nel corpo umano. Questo significa che le bustine ancora in commercio tra il 2026 e il 2030 dovranno essere realizzate con materiali alternativi, privi di queste sostanze. Un cambiamento poco visibile, ma cruciale dal punto di vista sanitario.
La fine delle bustine è solo una parte di una riforma più ampia. Dal 2030, il regolamento europeo prevede anche:
stop ai flaconcini monouso di shampoo e bagnoschiuma negli hotel, sostituiti da dispenser;
divieto di piatti, bicchieri e tazze monouso in plastica per il servizio al tavolo;
nuove restrizioni sugli imballaggi in plastica per piccole quantità di frutta e verdura.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: eliminare l’usa e getta quando esistono alternative riutilizzabili.
Dal 2030, quindi, il ketchup non sparirà dai ristoranti, ma non verrà più servito in una bustina di plastica usa e getta. Cambierà il contenitore, non il contenuto.
Una trasformazione che può sembrare marginale, ma che rappresenta un passaggio centrale nella lotta europea all’inquinamento da imballaggi, uno dei problemi ambientali più urgenti degli ultimi anni.
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Massimo Massano
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..