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Salute e prevenzione

Ibuprofene: un possibile alleato contro il cancro dell’endometrio

Uno studio su 42.000 donne suggerisce che l’assunzione regolare potrebbe ridurre il rischio, mentre l’aspirina non sembra avere effetti

Ibuprofene: un possibile alleato contro il cancro dell’endometrio

Un recente studio osservazionale ha messo in luce un’interessante correlazione tra l’assunzione regolare di ibuprofene e un rischio ridotto di cancro dell’endometrio, il tessuto interno che riveste l’utero. Al contrario, l’uso di aspirina non ha mostrato alcuna associazione significativa.

Il contesto dello studio

I dati provengono dal PLCO Cancer Screening Trial, uno dei più grandi studi oncologici di coorte negli Stati Uniti. La ricerca ha monitorato 42.394 donne, tra i 55 e i 74 anni, reclutate tra il 1993 e il 2001, per valutare l’incidenza del carcinoma endometriale fino al 31 dicembre 2009.

I ricercatori hanno confrontato l’uso di diversi farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), concentrandosi principalmente su ibuprofene e aspirina. Dai dati emerge chiaramente che solo l’ibuprofene è associato a una riduzione del rischio, mentre l’aspirina non mostra effetti protettivi significativi.

Come sottolineano gli autori guidati dal dott. Yong Zhao del Qilu Hospital della Shandong University (Jinan, Cina), “l’uso regolare di ibuprofene sembra correlato a una diminuzione del rischio di cancro dell’endometrio”.

I risultati principali

Durante un follow-up mediano di 12 anni, sono stati registrati 678 casi di carcinoma endometriale.

  • Le donne che assumevano ibuprofene regolarmente (almeno 30 compresse al mese) avevano circa 25% in meno di probabilità di sviluppare la malattia rispetto a chi lo usava raramente (meno di 4 compresse al mese).

  • Tra le partecipanti con storia di malattie cardiovascolari, la riduzione del rischio era ancora più marcata, arrivando al 43%.

  • Nessuna diminuzione del rischio è stata rilevata per l’aspirina, né nell’analisi generale né nei sottogruppi considerati.

Cautela nell’interpretazione

È importante sottolineare che lo studio osservazionale identifica solo associazioni statistiche e non prova un effetto causale. Non è possibile tradurre questi risultati in raccomandazioni cliniche per la prevenzione del cancro.

Gli autori evidenziano la necessità di ulteriori studi prospettici e controllati per chiarire i meccanismi biologici alla base dell’associazione osservata. Per ora, i dati non supportano l’uso dell’ibuprofene a scopo preventivo.

Il quadro più ampio

Questa prudenza è coerente con le indicazioni di organizzazioni internazionali come l’American Institute for Cancer Research (AICR) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La prevenzione oncologica si basa principalmente su fattori consolidati:

  • Alimentazione equilibrata

  • Attività fisica regolare

  • Controllo del peso corporeo

  • Riduzione delle esposizioni a rischio

In sintesi, lo studio amplia le conoscenze epidemiologiche sul cancro dell’endometrio, ma non cambia le indicazioni cliniche né i comportamenti individuali.

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