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La scomparsa dell'imperatore della moda
21 Gennaio 2026 - 15:10
Un’eredità fatta di residenze da cartolina, capolavori d’arte e strutture societarie raffinate. Dopo la scomparsa a 93 anni di Valentino Garavani, si apre il capitolo della successione: al centro, secondo fonti brasiliane e internazionali, ci sarebbero anche Sean e Anthony Souza, quarantenni e figli di Carlos “Cacá” Souza, storico amico e collaboratore del couturier. Il testamento e le chiavi del patrimonio risultano nelle mani dell’ingegner Piero Villani, 77 anni, e dell’avvocato olandese Ronald Feijen, 70. E mentre la maison non fa più parte del perimetro economico personale dello stilista, la massa ereditaria — stimata attorno a 1,5 miliardi di euro — è composta soprattutto da immobili di pregio, uno yacht e una collezione d’arte di livello museale.
Il perimetro del patrimonio
La ricchezza personale di Valentino è in gran parte immobiliare: lo chalet a Gstaad, lo château de Wideville alle porte di Parigi, il lussuoso appartamento a Holland Park a Londra, la villa a Capri e Villa Letizia a Roma, sull’Appia Pignatelli, dove lo stilista si è spento serenamente. A questi si aggiungono il grande attico su Park Avenue, a Manhattan — recentemente messo in vendita per circa 15 milioni di euro — e l’amatissimo yacht TM Blue One, battezzato in omaggio ai genitori Teresa e Mauro. Il patrimonio include arredi di design e opere firmate Picasso, lavori di Andy Warhol (tra cui due ritratti di Valentino del 1971) e un’opera di Lucio Fontana. Come ricordato da Giammetti in un’intervista, quelle tele arrivarono in parte attraverso acquisti tardivi e aneddoti che raccontano l’intreccio tra moda e arte coltivato per decenni.
Le società di controllo e i custodi del testamento
Dopo la cessione della maison nel 1998 (circa 500 miliardi di lire) e le successive operazioni culminate nel passaggio a Mayhoola nel 2012, non esiste più un asset aziendale “forte” riferibile allo stilista. Oggi il baricentro è la holding Liter, a capo di due società: Madat, proprietaria dell’immobile romano di via Erode Attico all’incrocio con via Appia Pignatelli — a bilancio per 1,6 milioni ma dal valore ben superiore —, e FVG, nata per sviluppare un’“accademia ispirata a Valentino”, bookstore e archivi legati alla moda. A queste si affianca Seaboats srl, società armatoriale romana cui fa capo lo yacht, di cui Garavani era unico socio. Il testamento e la gestione del patrimonio risultano affidati a Villani e Feijen, figure di lungo corso nell’organizzazione del “sistema Valentino”.
Gli eredi più prossimi e i possibili legati
In base alla normativa italiana, la quota disponibile e i legati potrebbero indirizzare beni e diritti oltre la cerchia dei familiari stretti. Secondo ricostruzioni di stampa, i beneficiari includerebbero la sorella maggiore Vanda Garavani e il pronipote Oscar Garavani, oltre a Giancarlo Giammetti e ad alcuni collaboratori storici come Bruce Hoeksema. Tra i possibili destinatari figurano anche Sean e Anthony Souza. È verosimile che parte degli asset — in particolare le residenze estere — sia custodita tramite veicoli internazionali e trust, una scelta coerente con una pianificazione cross border costruita in molti anni. Non tutti gli immobili risultano infatti tracciabili in Italia, come evidenziato da visure e atti societari.
Eredità creativa e Fondazione
La tutela della memoria e del lascito culturale è stata affidata alla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, istituita per sostenere mostre, progetti e archivi legati alla moda e alle arti. Un presidio che separa nettamente l’eredità creativa da quella economica, in gran parte allocata in trust privati, con l’obiettivo di garantirne la gestione nel tempo. Nella geografia affettiva e patrimoniale di Valentino, la linea di confine tra vita, lavoro e bellezza resta sottilissima: un mosaico internazionale che ora attende la definizione formale dei suoi eredi.
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