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E’ il cane più bello su tutti i social: Malinois, i pro e i contro della razza

Straordinariamente leale e intelligente, un cane che da molto a patto di ricevere altrettanto

E’ il cane più bello su tutti i social: Malinois, i pro e i contro della razza

Non è un cane per chi si improvvisa. Il Pastore Belga Malinois affascina, colpisce, conquista. Non è nemmeno un compagno da scegliere per fascinazione, spinti da un’immagine che scorre veloce sullo schermo di uno smartphone. Ma prima di sceglierlo è necessario fermarsi e capire davvero perché sì e perché no.

Perchè si
Perché è un cane straordinariamente intelligente. Impara in fretta, lavora con precisione, risponde in modo quasi istintivo a chi sa guidarlo. È una razza ideale per chi pratica sport cinofili, per chi cerca un compagno da coinvolgere in attività strutturate, per chi ha tempo e competenze da investire ogni giorno. Perché è leale e profondamente legato al suo proprietario. Il rapporto che costruisce è intenso, fatto di attenzione costante e collaborazione. In un contesto adeguato, può diventare un compagno affidabile, presente, capace di grandi performance e di un equilibrio solido.
Perché è un cane che dà molto, a patto di ricevere altrettanto.
Perchè no
Perché non è un cane “facile”. Ha bisogno di movimento quotidiano, di stimoli mentali continui, di una guida ferma e competente. La passeggiata sotto casa non basta. L’improvvisazione nemmeno. Perché senza una gestione adeguata può sviluppare stress, comportamenti distruttivi, ansia e reattività. Non per cattiveria, ma per frustrazione. È una razza che soffre l’inattività e le lunghe solitudini. Perché non è adatto a uno stile di vita sedentario, a chi ha poco tempo o a chi cerca un cane che “si adatti”. E perché una scelta dettata da un trend, più che dalla consapevolezza, spesso finisce per danneggiare il cane prima ancora della famiglia.
Dire che non è un cane per tutti non è una presa di distanza, ma un atto di responsabilità. Perché una scelta impulsiva, guidata dall’estetica o da un trend, spesso si traduce in difficoltà gestionali, stress e, nei casi peggiori, abbandono.

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