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Sciare in Italia nel 2026: prezzi alle stelle, il Piemonte resta un’oasi conveniente

Skipass, hotel e attrezzature in aumento. Una settimana bianca può costare fino a 7.800 euro

Sciare in Italia nel 2026: prezzi alle stelle, il Piemonte resta un’oasi conveniente

Sciare non è più uno sport per tutti. La stagione invernale 2025/2026 conferma un trend già evidente negli ultimi anni: i costi degli skipass e dei servizi associati continuano a salire, rendendo la settimana bianca sempre più costosa.

Secondo un’analisi di Radical Storage, che ha confrontato i prezzi di 100 tra i principali comprensori sciistici europei soprattutto in Svizzera, Austria e Italia, corretti per l’inflazione tramite dati del Fondo Monetario Internazionale, il prezzo degli skipass è aumentato del 34,8% oltre l’inflazione tra il 2015 e il 2024. Dal 2005, il costo medio di un giornaliero è quasi raddoppiato, superando gli 80 euro in alcune località italiane e svizzere.

Gli aumenti vengono spiegati con l’impennata dei costi energetici, la necessità di sistemi di innevamento artificiale, stagioni più brevi e rincari su hotel, ristorazione e servizi correlati. In generale, sciare sugli Appennini o in regioni come il Friuli-Venezia Giulia resta più economico, mentre le Dolomiti tra Trentino-Alto Adige e Veneto registrano i prezzi più alti.

Tra le località italiane più economiche troviamo Champorcher (Valle d’Aosta) con 36 euro per un skipass giornaliero, seguita da Campo Felice (Abruzzo, 43 euro) e varie stazioni del Friuli-Venezia Giulia come Piancavallo e Sella Nevea (44 euro). Al contrario, le zone più costose sono Dolomiti Superski (86 euro), Madonna di Campiglio (85 euro) e Cortina d’Ampezzo (80 euro). Poi, tra Cervinia e la svizzera Zermatt, il prezzo raggiunge punte di 125 euro.

In Piemonte, sciare rimane relativamente accessibile rispetto alle zone più costose delle Dolomiti. Tra le località più convenienti troviamo Limone Piemonte, con uno skipass giornaliero adulto festivo a 48 euro, e Bardonecchia, dove il prezzo sale a 49 euro.

Anche in questa regione i prezzi sono dinamici: in alcune località possono variare leggermente in base alla domanda e al periodo della stagione, ma complessivamente il Piemonte resta una scelta più economica per chi cerca di contenere i costi senza rinunciare alla qualità degli impianti e delle piste.

Rispetto alla stagione precedente, i comprensori piemontesi hanno registrato un aumento medio del 4,4%, con punte del 13% ad Alagna Valsesia, uno dei centri più noti per lo sci freeride. Per famiglie o sciatori esperti, il Piemonte rappresenta, dunque, un compromesso interessante tra prezzo e offerta sciistica.

Non basta lo skipass: una settimana bianca per una famiglia di 4 persone può arrivare a costare fino a 7.856 euro, considerando alloggio, noleggio attrezzature, pasti e lezioni di sci. Gli aumenti più significativi riguardano skipass settimanali (+13%) e hotel (+9%), con le maggiori crescite in Trentino-Alto Adige (+14%), Lombardia (+7%) e Valle d’Aosta (+6%).

Ci sono, però, strategie per contenere i costi: scegliere località più economiche, prenotare online con anticipo e evitare i periodi più affollati. Inoltre, gli abbonamenti plurigiornalieri garantiscono un risparmio medio del 12% rispetto al singolo skipass giornaliero.

In sintesi, quello che un tempo era uno sport popolare sta tornando a essere un lusso, con prezzi che continuano a crescere sia in Italia che nel resto d’Europa, soprattutto nelle località più rinomate. Chi vuole sciare oggi deve fare i conti con un bilancio più attento e strategie di risparmio mirate, senza rinunciare però al piacere della neve.

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