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Il fatto
13 Febbraio 2026 - 19:33
Una protesta davanti all’ingresso di Science Po a Lione si è trasformata in una violenta aggressione. Un ragazzo di 23 anni, Quentin D., è in coma farmacologico in stato di morte cerebrale dopo il pestaggio avvenuto giovedì sera nei pressi dell’istituto universitario.
Tutto è iniziato in occasione di una conferenza organizzata da Rima Hassan, eurodeputata di La France Insoumise, il partito guidato da Jean-Luc Mélenchon. All’esterno dell’edificio un gruppo del collettivo femminista identitario Némésis, presieduto da Alice Cordier, aveva organizzato un sit-in con uno striscione recante lo slogan: “Fuori gli islamo-sinistrorsi dalle nostre università”.
Alla manifestazione erano presenti cinque o sei attiviste, affiancate da alcuni ragazzi che si erano posizionati nelle vicinanze con l’obiettivo di garantire la sicurezza.
Secondo quanto ricostruito, diversi gruppi antifascisti avrebbero contestato la presenza del collettivo. In alcuni video diffusi sui social si vedrebbe una delle ragazze trascinata a terra e afferrata al collo durante i momenti di tensione.
La situazione sarebbe poi degenerata quando Quentin D. e un altro giovane, impegnati a proteggere le attiviste, sono stati inseguiti mentre si allontanavano dall’area.
Come riportato da Le Figaro, il 23enne sarebbe stato fatto inciampare e scaraventato a terra, riportando un primo trauma alla testa. Una volta a terra, sarebbe stato colpito più volte con calci, aggravando le ferite. L’amico che era con lui, rimasto lievemente ferito, avrebbe cercato di accompagnarlo a casa, ma lungo il tragitto Quentin avrebbe perso conoscenza.
Trasportato d’urgenza in ospedale per una grave emorragia cerebrale, le sue condizioni sono peggiorate nel corso della notte. Nelle ore successive è stata dichiarata la morte cerebrale.
Secondo quanto riferito, il giovane ha ricevuto l’estrema unzione.
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