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Il caso

"Tunz-tunz al parco": ma per il Comune nessun mini-rave"

Nel 2025 sono stati oltre 35 i casi accertati, ma la Città ridimensiona: "Meno di 15 persone"

Ancora rave a Parco Dora: musica a palla fino alle 6 del mattino

La maxi-festa abusiva al Parco Dora dello scorso otobre

Musica fino all’alba con qualche birra generatori elettrici e un'adunata che parte dai social, generalmente Tik Tok e Instagram. Il caso dei mini-rave non autorizzati al Parco Dora torna in Sala Rossa.

A sollevare la questione è il capogruppo M5S Andrea Russi, che parla di oltre 30 episodi tra maggio e ottobre 2025, con feste abusive andate avanti fino alle prime ore del mattino. Una situazione che, denuncia, incide direttamente sulla qualità della vita dei residenti e che, "col bello", rischia di peggiorare. Il dato era emerso già nelle scorse settimana, a fronte di un'interpellanza del vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao erano emersi 34 “mini-rave” tra giugno e ottobre 2025, denunciando una situazione “fuori controllo” e chiedendo interventi immediati dopo l’ennesima notte di musica techno ad alto volume senza risposte efficaci.

Ma l’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, ridimensiona il fenomeno e assicura un’intensificazione di controlli nel 2025, anche con agenti in borghese e il coinvolgimento della Questura.

In 14 casi, da fine maggio 2025, poi, gruppi inferiori alle 15 persone, impegnati in attività "compatibili con la quiete pubblica. Nessun rave formalmente accertato, anche se è stata trasmessa una notizia di reato alla Procura per alcune violazioni", spiega l'esponente di giunta.

Una lettura che non convince le opposizioni. «Se si interviene durante questi eventi – attacca Russi – si trovano ben più di 15 persone. È un fenomeno organizzato e prevedibile, perché passa dai social e si ripete negli stessi orari».

Il caso sul tavolo della sicurezza

La questione è arrivata anche al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove si valutano possibili azioni congiunte. Nel mezzo, i residenti. E un’estate alle porte che rischia di riaccendere – ancora una volta – il “tunz-tunz” sotto casa.

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