Dimissioni “per il bene delle istituzioni” e una maggioranza che si mostra compatta, ma che, di fatto, non sapeva degli affari che Elena Chiorino (ex vicepresidente regionale, dimessasi ieri pomeriggio) teneva fuori Torino. È questo il messaggio che il presidente della Regione Alberto Cirio affida alla conferenza stampa convocata a poche ore dal passo indietro dell’assessora Elena Chiorino, al centro delle polemiche per il caso legato alla società “5 Forchette”.
Powered by
«Una scelta non scontata, anzi rara nella pubblica amministrazione», sottolinea Cirio, rivendicando a più riprese la presenza compatta della maggioranza come segnale politico. «È una vicenda che non riguarda la Regione – premette – ma quando si ricoprono incarichi pubblici non esiste più una separazione netta tra vita privata e ruolo istituzionale».
Il governatore definisce quanto accaduto una «leggerezza grave», già ammessa dalla stessa Chiorino con le sue scuse pubbliche, e ricostruisce i passaggi che hanno portato alle dimissioni: prima la revoca della vicepresidenza, poi «un confronto interno sfociato nella decisione assunta ieri, per responsabilità nei confronti dell’istituzione».
Deleghe ad interim e nuovo assessore in arrivo
Nel frattempo Cirio ha assunto ad interim le deleghe al Lavoro e all’Istruzione, assicurando continuità su dossier delicati e la quota dell'assessorato a Fratelli d'Italia. «Nei prossimi giorni – annuncia – con Giovanni Donzelli e Arianna Meloni individueremo il nuovo assessore».
Escluso, almeno per ora, un rimpasto complessivo: «La squadra sta lavorando bene, al massimo qualche aggiustamento di deleghe», promette.
FdI fa quadrato: “Gogna mediatica”
A difesa dell’ex vicepresidente si schiera compatta Fratelli d’Italia. Il capogruppo Carlo Vercellotti parla di «gesto raro e di grande responsabilità», ma attacca duramente le opposizioni: «Si è tentato di trasformare l’Aula in un tribunale del popolo, con una linea giustizialista, forcaiola, "giacobina". Una donna messa alla gogna».
Nel mirino anche il «doppio standard»: «Non accettiamo lezioni morali da chi ha sostenuto figure controverse», afferma, rivendicando la scelta di non speculare su altri casi giudiziari che hanno coinvolto esponenti di centrosinistra.
Sulla stessa linea il capogruppo di Forza Italia Paolo Ruzzola, che ringrazia Chiorino «come amministratrice e come madre», parlando di un gesto «non dovuto ma politicamente rilevante» e auspicando che diventi un precedente anche per altri.
Toni più misurati dal mondo centrista con Silvio Magliano, mentre Fabrizio Ricca resta su un telegrafico ringraziamento all'operato di Chiorino.
Per il nuovo "numero due" di Cirio, «Il gesto volontario di Delmastro e Chiorino non ha molti precedenti. È un passo sufficiente e serve a sottrarci a uno stillicidio quotidiano». E insiste sul principio della presunzione di buona fede tra colleghi, rivendicando un approccio «trasversale» nella lotta alla criminalità.