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Strage di Crans-Montana

Strage di Capodanno a Crans-Montana, Jessica Moretti in aula: “Ero nel panico”

Nel processo per l’incendio che ha causato 41 morti, Jessica Moretti racconta quei momenti drammatici. Intanto restano 21 feriti ricoverati in Svizzera e 28 pazienti in cura all’estero

Strage di Capodanno a Crans-Montana, Jessica Moretti in aula: “Ero nel panico”

A quasi due mesi dalla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, emergono nuovi dettagli durante le udienze davanti ai magistrati svizzeri. Al centro del procedimento c’è la notte dell’incendio che ha devastato il bar Le Constellation, provocando 41 vittime e decine di feriti.

Nel corso dell’ultima deposizione, la co-titolare del locale, Jessica Moretti, ha ricostruito quei momenti drammatici spiegando di essere stata sopraffatta dal panico alla vista delle fiamme. La donna ha raccontato di aver scelto di dare immediatamente l’allarme, senza tentare di utilizzare un estintore per contenere il rogo. Davanti ai giudici ha descritto la scena come caotica e fuori controllo, sottolineando di aver temuto fin da subito per l’incolumità dei presenti.

Secondo quanto riferito in aula, Moretti avrebbe pensato che, una volta evacuato il locale, sarebbe stato possibile rientrare per affrontare l’incendio. Una valutazione che si è rivelata tragicamente errata. Alla domanda se avesse cercato di soccorrere i giovani rimasti all’interno, ha spiegato di aver creduto che tutti la stessero seguendo verso l’uscita e di non aver compreso immediatamente la gravità della situazione.

La co-titolare ha, poi, espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime, ricordando di essere madre e di non riuscire a immaginare il dolore dei genitori che hanno perso i figli in quella notte. Ha assicurato che non intende sottrarsi alle proprie responsabilità morali, pur ribadendo lo stato di shock vissuto in quei frangenti.

Intanto, mentre l’inchiesta giudiziaria prosegue, arrivano aggiornamenti sul fronte sanitario. La rete nazionale svizzera di medicina delle catastrofi, KATAMED, ha reso noto che al 23 febbraio risultano ancora 21 feriti ricoverati negli ospedali svizzeri, tra cui diversi minorenni. Altri 28 pazienti sono in cura fuori dai confini nazionali: 14 in Francia, 4 in Germania, 8 in Italia e 2 in Belgio. Rispetto a due settimane fa, il numero dei ricoverati all’estero è diminuito di undici unità. Tra questi si contano sia cittadini svizzeri sia residenti stranieri.

La tragedia di Crans-Montana continua, dunque, a lasciare un segno profondo, non solo sul piano giudiziario ma anche su quello umano e sanitario, mentre il Paese cerca risposte e le famiglie attendono verità e giustizia.

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