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SANITà IN EMERGENZA
09 Marzo 2026 - 19:10
Fonte: Depositphotos
FAIP, la Federazione Associazioni Italiane di Persone con lesioni al midollo spinale, davanti alla Commissione Sanità del Piemonte ha acceso i riflettori su un'emergenza sanitaria: tempi di attesa insostenibili per interventi urgenti, come quelli per piaghe da decubito (fino a oltre due anni, con rischi di setticemie) o per problemi urologici (oltre un anno e mezzo). "Serve un cambio di passo immediato", ha tuonato la federazione, denunciando il declino delle strutture dedicate.
Unità Spinale Unipolare (USU) antistante il CTO di Torino, operativa dal luglio 2007, è stata a lungo eccellenza italiana ed europea nel trattamento riabilitativo delle mielolesioni. Non solo cure mediche, ma anche supporto cruciale per il reinserimento sociale di persone con paraplegia o tetraplegia. Dal 2019, complice la pandemia, i servizi sono calati drasticamente: carenza di personale e posti letto rendono l'unità incapace di garantire assistenza adeguata.
Il risultato? Situazioni cliniche aggravate per i pazienti e costi extra per il Servizio Sanitario Regionale (SSR), con cure spesso delegate fuori regione. "Un paradosso ingiusto", sottolineano da FAIP, che invoca soluzioni concrete.
Una luce in fondo al tunnel arriva dal Piano socio-sanitario regionale 2025-2030, dove un emendamento ha imposto alla Regione Piemonte di potenziare l'USU insieme alle altre due unità spinali presenti sul territorio, per assicurare continuità assistenziale. Ora, però, urge passare "dalle parole ai fatti", sull'esempio di Lombardia e Umbria, che negli ultimi anni hanno varato norme specifiche per tutelare queste strutture nel SSN pubblico.
"Noi siamo pronti a collaborare con tutte le forze politiche", ha concluso il rappresentante di FAIP, auspicando un Piemonte che torni "punto di riferimento nazionale ed europeo" per le mielolesioni.
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