l'editoriale
Cerca
Il caso
25 Aprile 2026 - 07:44
Nel fascicolo delle intercettazioni legate al processo su Askatasuna, ripreso ad aprile nel secondo grado di giudizio, emergono anche presunte irregolarità relative al periodo pandemico e alla gestione della cosiddetta “spesa solidale”. Iniziativa che il centro sociale aveva pubblicizzato durante l’emergenza Covid come forma di sostegno alle famiglie in difficoltà del quartiere. Secondo quanto riportato negli atti, una parte delle provviste raccolte sarebbe però finita all’interno degli spazi del centro sociale, sgomberato il 18 dicembre. Nel periodo del lockdown, stando alle intercettazioni, diverse persone avrebbero vissuto stabilmente dentro il 47 di corso Regina Margherita. La raccolta di generi alimentari coinvolgeva anche esercizi commerciali della zona Vanchiglia, che aderivano all’iniziativa nella convinzione di contribuire a un circuito di solidarietà destinato a chi non riusciva a sostenere le spese quotidiane. In una conversazione riportata nelle carte si legge: «Cecca diceva agli altri di non fare la spesa tanto c’era la roba della spesa solidale». “Cecca” viene identificata dagli inquirenti come Francesca Lucchetto. In un altro passaggio attribuito a Mattia Marzuoli, allora vice di Giorgio Rossetto, si commenta: «quella roba sembrava un gesto da parassiti». Espressioni che, secondo la ricostruzione investigativa, fotografano tensioni interne sulla gestione delle risorse raccolte. Altro materiale intercettativo contenuto nel fascicolo del processo, è poi dedicato anche ai rapporti tra Askatasuna e i movimenti di piazza, in particolare Fridays for Future. Secondo quanto emerge dagli atti, una parte delle conversazioni analizza il rapporto con il movimento ambientalista giovanile e la sua crescita a Torino. In una discussione tra Stella Gentile e Dana Lauriola si evidenzia come Askatasuna «non ha più giovani» e si ragiona su possibili modalità per intercettare nuove generazioni di attivisti attraverso le mobilitazioni climatiche. Il movimento Fridays for Future viene descritto in alcune intercettazioni come una realtà in espansione ma anche come uno spazio politico su cui incidere. In un passaggio attribuito a Umberto Raviola si legge che i Fridays sarebbero diventati un movimento rilevante a Torino «perché c’era Askatasuna», mentre altre realtà come Non una di meno e Black Lives Matter vengono definite «tutte robe capitaliste fini al midollo». Le carte ricostruiscono poi il tentativo di inserirsi nella gestione delle principali manifestazioni climatiche, con particolare riferimento agli eventi del 2019 legati alla visita di Greta Thunberg. In quel contesto, secondo gli atti, si sarebbe discusso della possibilità di valorizzare la forte esposizione mediatica dell’attivista svedese per dare visibilità anche alla battaglia No Tav. In un’intercettazione attribuita a Stefano Millesimo si legge: «bisogna utilizzare Greta per promuovere la causa». Sempre nello stesso contesto emergerebbe l’ipotesi di un coinvolgimento simbolico della giovane attivista, fino alla discussione su possibili fotografie e iniziative pubbliche. Le ricostruzioni investigative riportano inoltre l’organizzazione di un servizio d’ordine interno durante la manifestazione, composto da militanti incaricati di gestire la piazza e i rapporti con stampa e forze dell’ordine. In un passaggio attribuito a Millesimo si legge: «i dieci che ho scelto fanno quello che dico io» e ancora «dei Fridays non mi fido, non voglio che parlino loro coi giornalisti». Poi: «Usiamo Greta per promuovere la causa Notav, le facciamo leggere qualche articolo se non ne sa niente, basta una battuta dove dice che è contro la Tav». Secondo le carte, i Fridays for Future sarebbero stati anche letti come possibile veicolo di amplificazione mediatica delle rivendicazioni No Tav, un “cavallo di Troia” in grado di intercettare attenzione pubblica e nuove adesioni. In questo quadro si inserisce anche un episodio attribuito ad Andrea Bonadonna, relativo all’organizzazione di un invito rivolto a Greta Thunberg attraverso la sua fidanzata, ipovedente, con l’obiettivo dichiarato di «portare l’attenzione mediatica alla causa No Tav». Gli atti riportano infine una strategia comunicativa più ampia, volta a presidiare le piattaforme online e a riservare spazi ai contenuti ambientali per intercettare il pubblico giovanile. In un ulteriore passaggio, dopo la notifica di un foglio di via a Munari, viene riportata la strategia attribuita a Giorgio Rossetto: presentare la notizia come se riguardasse una militante dei Fridays for Future, così da amplificarne la risonanza. «Così si movimentano i giovani», si legge negli atti, «se pensano che hanno colpito una dei Fridays i giovani in giro per l’Italia si muovono».
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Walter Altea
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..