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Ponte sullo Stretto: nuovo rinvio, il decreto torna al Consiglio dei ministri

La Ragioneria generale dello Stato chiede modifiche tecniche, stop ai costi aggiuntivi e incertezza sulle tempistiche dei cantieri sostenuti da Salvini

Ponte sullo Stretto: nuovo rinvio, il decreto torna al Consiglio dei ministri

I tempi per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina continuano ad allungarsi. L’iter amministrativo dell’opera, fortemente sostenuta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha subito un nuovo stop dopo l’intervento della Ragioneria generale dello Stato, che ha richiesto modifiche tecniche al decreto dedicato alle infrastrutture.

Di conseguenza, il provvedimento dovrà essere riesaminato dal Consiglio dei ministri, con un inevitabile slittamento delle scadenze previste per l’avvio delle procedure.

Il controllo della Ragioneria blocca il decreto

Il decreto Infrastrutture, approvato dal governo lo scorso 5 febbraio, aveva l’obiettivo di accelerare il percorso burocratico necessario per arrivare alla delibera del Cipess, passaggio fondamentale per proseguire con il progetto del ponte.

Tuttavia, durante il controllo tecnico sui conti pubblici, la Ragioneria dello Stato ha sollevato un rilievo preciso: tutte le attività amministrative previste per completare l’iter dovranno essere realizzate senza nuovi costi per lo Stato.

In pratica, le operazioni necessarie dovranno essere finanziate esclusivamente con fondi già stanziati, oppure con risorse interne del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, senza alcun incremento della spesa pubblica.

La posizione della società Stretto di Messina

A rassicurare sulla questione dei costi è intervenuto Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa.

Secondo Ciucci, il decreto non introduce nuove spese ma serve semplicemente a ridefinire il calendario dei finanziamenti annuali, adattandoli allo slittamento delle tempistiche causato dalle precedenti decisioni della Corte dei Conti.

In altre parole, si tratta di una rimodulazione delle risorse già previste, senza aumenti di budget per la costruzione dell’opera.

Un percorso già segnato da numerosi ostacoli

Il progetto del ponte ha incontrato diversi problemi negli ultimi mesi.

Dopo i rilievi dei giudici contabili emersi a novembre e le relative motivazioni pubblicate a dicembre, l’esecutivo ha lavorato per modificare il testo del decreto e superare le criticità.

La prima versione della norma aveva generato perplessità istituzionali, compresa quella del Presidente della Repubblica, portando il governo a rivedere alcuni passaggi del provvedimento prima della sua approvazione.

Ora, con il nuovo intervento della Ragioneria, il testo dovrà essere nuovamente approvato dal governo, ripartendo di fatto da un altro passaggio formale.

Scadenze sempre più incerte

La relazione tecnica che accompagnava il decreto prevedeva un calendario preciso:

  • 31 maggio: approvazione della delibera Cipess

  • 31 luglio: completamento delle principali procedure amministrative

Con il nuovo rinvio, però, queste tempistiche potrebbero cambiare ancora.

Lo stesso Matteo Salvini ha evitato di indicare nuove date:

“Non darò più scadenze mensili. Prima voglio vedere i documenti completati e solo dopo partiranno i lavori”.

Il ministro ha comunque ribadito il suo obiettivo politico: avviare i cantieri entro quest’anno.

Le critiche delle opposizioni

Il nuovo rinvio ha riacceso lo scontro politico.

I parlamentari del Partito Democratico Antonio Misiani e Andrea Casu accusano il governo di continuare a collezionare ritardi e correzioni tecniche, sostenendo che il progetto del ponte esista soprattutto nella comunicazione politica e sui social.

Secondo l’opposizione, l’opera rischia di bloccare oltre 13 miliardi di euro di risorse pubbliche che potrebbero essere destinati ad altre priorità.

Anche il Movimento 5 Stelle, con la deputata Daniela Morfino, critica l’operato del ministro Salvini, accusando l’esecutivo di non affrontare problemi urgenti come il caro energia e l’aumento dei carburanti.

Dura anche la posizione di Angelo Bonelli di Alleanza Verdi-Sinistra, che definisce il progetto una opera costosa e poco utile, soprattutto mentre Sicilia e Calabria stanno affrontando le conseguenze di recenti eventi climatici estremi.

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