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Nucleare europeo, via libera ai mini reattori modulari: l’UE punta su energia e sicurezza

Bruxelles prepara 200 milioni di euro di investimenti per sviluppare gli SMR (Small Modular Reactors)

Nucleare europeo, via libera ai mini reattori modulari: l’UE punta su energia e sicurezza

L’Unione Europea compie un passo significativo verso il futuro dell’energia aprendo alla diffusione dei mini reattori nucleari modulari (SMR). La nuova strategia energetica presentata dalla Commissione europea prevede finanziamenti dedicati allo sviluppo di tecnologie nucleari avanzate, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e accelerare la transizione energetica.

Finanziamenti europei per il nucleare innovativo

Secondo il piano approvato dal collegio dei commissari, Bruxelles potrà destinare fino a 200 milioni di euro provenienti dal sistema EU ETS (Emissions Trading System) per sostenere ricerca e innovazione nel campo del nucleare di nuova generazione.

Queste risorse, che temporaneamente sostituiranno parte dei fondi previsti dal programma InvestEU, serviranno soprattutto per sviluppare nuove tecnologie nucleari e progetti sperimentali legati ai reattori modulari.

I primi impianti potrebbero arrivare entro il 2030

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha spiegato che, una volta ottenuta l’approvazione dei progetti tecnici, lo sviluppo dei prototipi potrebbe richiedere tra tre e quattro anni.

Questo significa che i primi reattori modulari di nuova generazione potrebbero entrare in funzione già intorno al 2030, con investimenti provenienti sia dal settore privato sia dalle istituzioni europee.

Una cooperazione industriale tra gli Stati membri

Il progetto europeo sul nucleare non riguarda solo la tecnologia, ma anche la costruzione di una vera filiera industriale comune.

Per questo motivo la strategia propone la creazione di una “coalizione di Paesi volenterosi”, cioè un gruppo di Stati membri pronti a collaborare per armonizzare normative, investimenti e politiche energetiche legate al nucleare.

L’obiettivo è creare una alleanza industriale europea capace di coordinare tutte le fasi del processo:

  • ricerca scientifica

  • sviluppo tecnologico

  • catene di approvvigionamento

  • autorizzazioni e licenze

  • finanziamenti

Cosa sono i mini reattori modulari (SMR)

Gli SMR – Small Modular Reactors sono impianti nucleari di dimensioni ridotte rispetto alle centrali tradizionali.

Tra le tecnologie previste rientrano:

  • reattori ad acqua leggera

  • sistemi di quarta generazione con refrigeranti innovativi

  • soluzioni che utilizzano metallo liquido, sale fuso o gas ad alta temperatura

Nel gruppo rientrano anche i microreattori, capaci di produrre meno di 10 megawatt di energia elettrica. Questi dispositivi sono progettati per essere trasportabili, con cicli di rifornimento molto lunghi e maggiore flessibilità operativa.

Energia nucleare e sicurezza geopolitica

Il rinnovato interesse europeo per il nucleare arriva in un momento di forte instabilità geopolitica, accentuata dalle tensioni internazionali e dalla guerra in Iran.

Crisi come il possibile blocco dello stretto di Hormuz, fondamentale per il traffico petrolifero globale, evidenziano quanto l’Europa sia ancora dipendente dalle importazioni di combustibili fossili, nonostante la crescita delle energie rinnovabili.

Francia in testa al nucleare europeo

Nel panorama europeo, la Francia rimane il punto di riferimento per la produzione nucleare. Il Paese genera circa il 45% dell’energia nucleare dell’Unione Europea e ha avviato un programma per la costruzione di nuove centrali.

Accanto a Parigi, oltre 14 Stati membri, tra cui Italia, sostengono la necessità di ampliare gli investimenti nel settore, inclusi i reattori modulari.

Polonia e nuovi programmi nucleari

Anche la Polonia sta accelerando i propri piani energetici. Varsavia ha stanziato circa 150 miliardi di euro entro il 2040 per sviluppare il nucleare civile.

Il progetto più avanzato riguarda la centrale di Lubiatowo-Kopalino, la cui entrata in funzione è prevista nel 2033.

Il caso Belgio e gli impianti esistenti

In Belgio è in corso il progressivo smantellamento di sette reattori che oggi coprono circa il 40% della domanda nazionale di energia. Tuttavia alcune strutture resteranno operative fino al 2045, per evitare rischi alla stabilità del sistema energetico.

Il nucleare cresce anche nell’Europa orientale

Diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale stanno pianificando nuovi investimenti. Tra questi:

  • Ungheria

  • Repubblica Ceca

  • Romania

  • Bulgaria

Anche la Finlandia continua a puntare sul nucleare grazie al reattore Olkiluoto 3, uno dei più potenti del continente con una capacità di 1.600 megawatt.

Nel frattempo Svezia, Slovenia e Paesi Bassi stanno valutando progetti legati ai futuri mini reattori modulari.

L’Italia e il possibile ritorno al nucleare

Anche l’Italia sta riconsiderando il ruolo dell’energia nucleare nel proprio sistema energetico.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato che il governo intende valutare con realismo e responsabilità la possibilità di reinserire il nucleare nel mix energetico nazionale.

Secondo il ministro, questa tecnologia potrebbe contribuire a:

  • accelerare la decarbonizzazione

  • garantire maggiore stabilità alla rete elettrica

  • rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici

Roma ha inoltre annunciato l’adesione all’iniziativa internazionale che mira a triplicare la capacità nucleare globale nei prossimi decenni.

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